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Imam somalo fermato a Campobasso, progettava attentato a Roma

Voleva partire per la Siria, addestrarsi, e poi compiere un attentato kamikaze a Roma. Cercava proseliti tra i migranti richiedenti asilo
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Termini STAZIONEROMA – La Polizia di Stato di Campobasso, questa mattina, ha fermato un cittadino somalo, richiedente asilo, su richiesta del Procuratore della Repubblica di Campobasso.

L’uomo, che si trovava presso il Centro di accoglienza rifugiati richiedenti asilo di Campomarino, svolgeva attività di istigazione alla commissione di delitti con finalità di terrorismo, nei confronti di correligionari ospiti della stessa struttura, la ‘Happy Family’.

Tra la varie contestazioni anche il progetto di un attentato a Roma, alla stazione ferroviaria. In particolare, gli ospiti del centro conoscevano l’adesione dell’uomo agli obiettivi e metodi delle organizzazioni terroristiche internazionali, di matrice confessionale, “Al Shabab” e “Daesh”, con lo scopo di compiere atti di violenza con finalità di terrorismo internazionale, e il cittadino somalo invitava alla realizzazione di azioni violente, da realizzare nell’ambito della “Jihad” islamica, al punto da ottenere seguito da alcuni ed altamente allarmare altri correligionari, così costretti ad allontanarsi dalla preghiera comune ed indotti ad auspicare l’intervento delle forze dell’ordine.

I poliziotti hanno scoperto che il somalo sfruttava la qualità di Imam della locale comunità islamica per invitare alla Jihad contro gli infedeli; divulgava l’attività terroristica di stampo islamico, in particolare visionando, con alcuni di loro, ed esprimendo commenti elogiativi, immagini e filmati cruenti di azioni riferibili alle organizzazioni islamiche estremiste e riferendo agli astanti, alloggiati nello stesso centro, provenienti da zone prossime alle sedi del conflitto (Medio Oriente e Nord Africa) l’intenzione, una volta ottenuto il “passaporto” (cioè la concessione dell’asilo politico in Italia) di recarsi in Siria a combattere. Esaltava inoltre gli attentati terroristici di Parigi, ed il martirio suicidiario, indicando come bersaglio la stazione ferroviaria di Roma, e comunque invitando ad unirsi alla cruenta Jihad, allo scopo seguendolo, come dallo stesso reiteratamente proposto, nell’allontanamento dal Centro di accoglienza, nella giornata del 9 marzo 2016, e in un successivo viaggio vero la Siria, da intraprendere, con finalità di arruolamento. Così agendo, concretamente istigava la commissione dei delitti di attentato per finalità terroristiche, atti di terrorismo con ordigni micidiali o esplosivi, con pericolo per l’incolumità pubblica partecipazione ed arruolamento nelle associazioni terrorismo, con l’aggravante di aver commesso il fatto tramite l’uso di strumenti informatici e telematici.

Contestualmente al fermo, si è proceduto alla perquisizione della persona dell’indagato, di un altro soggetto ospitato di nazionalità somala, nonché di pertinenze immobiliari del Centro di accoglienza, pervenendo al sequestro di cellulari utilizzati per comunicazioni connesse ai fatti di cui sopra. L’indagine è iniziata nel dicembre scorso e si è svolta attraverso acquisizione di sommarie informazioni, indagini tecniche, perquisizioni ed attività di osservazione e controllo sul territorio. Il fermato è stato portato  nella Casa Circondariale di Larino (CB), a disposizione della Procura di Larino, per le competenze inderogabili connesse alla sola richiesta di convalida del fermo, trattandosi di reato di competenza distrettuale, che permane in trattazione dunque presso la Procura della Repubblica di Campobasso che coordina le indagini, in collegamento info-operativo con la Direzione nazionale antimafia ed antiterrorismo e con Eurojust.

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