Libia, Gentiloni: “Nessun riscatto pagato, basta insinuazioni”

Per ora per il rapimento degli italiani in Libia e per l'uccisione di due di loro "non è mai giunta alcuna rivendicazione da parte di Daesh"
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Gentiloni 207A1754ROMA – “Non era stato pagato alcun riscatto. La ricerca della verità è doverosa ma questo non vuol dire in alcun modo avallare voci e insinuazioni che provengono da un contesto interessato ovviamente a ogni forma di strumentalizzazione”. Lo dice il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, durante la sua informativa in Senato.

“Il Copasir sarà aggiornato continuamente di una vicenda che presenta ancora molti punti oscuri“, spiega il ministro aprendo nell’Aula del Senato l’informativa sui quattro ostaggi italiani rapiti in Libia, di cui due “tragicamente morti” e per i quali il titolare della Farnesina esprime “vicinanza e condoglianze” alle famiglie, tra gli applausi dei senatori.

Per il rapimento degli italiani in Libia e per l’uccisione di due di loro “non è mai giunta alcuna rivendicazione da parte di Daesh” e “al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un’azione di un gruppo criminale filo islamico”.

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