Governo Draghi: lista dei ministri in arrivo, venerdì il giuramento

MARIO DRAGHI
L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Il premier incaricato, Mario Draghi, stasera concluderà il secondo giro di consultazione con le forze politiche. Domani sarà la volta dei sindacati, delle associazioni di impresa, Regioni e Comuni. Entro giovedì, salvo intoppi, Draghi salirà al Colle con la lista dei ministri da presentare al Capo dello Stato, venerdì il giuramento del nuovo esecutivo. Al momento solo Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha confermato che non voterà la fiducia e farà opposizione. Anche se “nell’interesse del Paese potranno dire sì a provvedimenti particolari”. Domani i militanti del M5S saranno chiamati a votare sulla piattaforma Rousseau, decidere sul via libera a Draghi. Nessuno si aspetta che possa esserci una bocciatura, rispetto alle altre consultazioni sul varo dei governi Conte 1 e Conte 2 stavolta salirà la quota dei ‘no’ ma la grande maggioranza approverà. A livello politico si aspetterà l’esito, ma anche se dovesse esserci una sorpresa questa non impedirà la nascita del nuovo Governo. In quel caso, infatti, potrebbe scattare l’opzione del governo tutto ‘Draghi-tecnici’ senza rappresentanti delle forze politiche. Nella Lega si spinge per far entrare direttamente Matteo Salvini, ma nella squadra non ci saranno leader, toccherà a Giancarlo Giorgetti e a uno dei due capigruppo parlamentari. Nervi tesi nel Pd, dove le aree politiche interne sono tre e i posti solo due. Forza Italia è in grande spolvero. Oggi per le consultazioni è sceso a Roma addirittura Silvio Berlusconi, accolto da una folta schiera di giornalisti e cameramen, che al termine ha chiarito: “Il governo durerà il tempo necessario per superare la crisi”. Ecco, proprio sulla durata del nuovo esecutivo nelle prossime ore si accenderà il dibattito politico. In molti vedono il traguardo tra un anno, quando bisognerà eleggere il nuovo Capo dello Stato al posto di Mattarella. A quel punto potrebbe essere proprio Draghi il successore, se riuscirà a far ripartire il Paese e con le vaccinazioni ad ‘uccidere’ l’epidemia, acclamato dalla stessa grande maggioranza di governo. Poi finirà la tregua e si dovrà decidere quando andare alle elezioni, assai probabile tra maggio e giugno del 2022.

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