Covid, vaccino Johnson & Johnson è monodose e indicato a ogni età

vaccino
Ne abbiamo parlato con Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen e Presidente di Farmindustria
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Solo pochi giorni fa Johnson & Johnson ha presentato una richiesta all’Fda per ottenere un’autorizzazione all’uso di emergenza per il suo vaccino anti COVID-19. Presto il dossier sarà sottoposto all’Ema. Per capire meglio le caratteristiche di questo vaccino, facile da conservare e monodose, l’agenzia di stampa Dire ne ha parlato via Skype con Massimo Scaccabarozzi, presidente e amministratore delegato di Janssen e Presidente di Farmindustria.

– Nel frattempo l’azienda sta presentando le domande alle diverse agenzie regolatorie anche al di fuori degli Stati Uniti. Inizierei dal chiederle quando l’Agenzia europea dei medicinali si pronuncerà su questo vaccino? Possiamo fare una previsione?

“Il dossier credo sarà depositato all’Agenzia europea a giorni, quindi l’Ema con i suoi scienziati deve avere il tempo di verificarlo. Ci aspettiamo una approvazione entro la fine di marzo. Abbiamo comunque già depositato dei dati nella fase di ‘rolling’ che ha implementato l’Ema proprio per velocizzare il processo. Man mano che arrivano i dati di fase I e II, infatti, li abbiamo depositati all’Agenzia per velocizzare il processo”.

– Entrando più nel merito quali sono le caratteristiche che contraddistinguono questo vaccino dagli altri? C’è una fascia di popolazione che risponde meglio?

“Voglio innanzitutto dire che non è importante che la nostra azienda abbia il vaccino ma che ci sia un vaccino in più disponibile. Va tenuto conto che dobbiamo vaccinare tutta la popolazione mondiale e dunque abbiamo bisogno di tante dosi. Il nostro è un vaccino complementare agli altri perché strutta l’Adenovirus e soprattutto una tecnologia consolidata che deriva dalla nostra esperienza nello sviluppare altri tipi di vaccini. Da un certo punto di vista il profilo di tollerabilità è sovrapponibile a quello di altri vaccini esistenti perché viene utilizzato nella produzione il comune virus del raffreddore. Inoltre il vaccino possiede delle caratteristiche di efficacia che sono state studiate su differenti popolazioni con infezioni da moderate a gravi. L’85% dei soggetti ha dato risultati positivi e il 100% delle persone vaccinate non ha fatto ricorso all’ospedalizzazione né è deceduto. Un altro aspetto che lo differenzia è che è stato studiato su una fascia ampia della popolazione, sopra i 18 anni tutte le fasce d’età sono state coinvolte così come tutte le aree geografiche. Non è stato testato solo negli Stati Uniti ma anche in Brasile e Sudafrica dove ci sono delle varianti del virus. Peraltro essendo stato studiato in una fase successiva a quella iniziale alcuni malati, affetti da queste varianti, sono stati incluse nel protocollo. In più è stato testato su pazienti che presentavano comorbilità come l’obesità, l’Hiv, tumori e malattie immunologiche. È un vaccino monodose quindi non c’è bisogno del richiamo e questo aiuterà molto soprattutto in fase organizzativa le strutture che avranno il vantaggio di non ospedalizzare le persone e che con una sola dose faciliterà la somministrazione. Il vaccino poi è stabile e può essere conservato alle normali temperature dei frigoriferi domestici. Se vogliamo ‘esagerare’ con meno 20 gradi il vaccino mantiene due anni di stabilità”.

– In Italia quante dosi arriveranno e con quale tempistica?

“Noi abbiamo firmato come altre 5 aziende un accordo di prelazione con la Commissione Europea, un atto secondo me è straordinario. Ringrazio per questo il ministro della Salute Speranza che è stato, insieme al ministro francese, tedesco ed olandese uno dei fautori di questa coalizione che consente un accesso equo in tutti i Paesi Europei. In particolare per il nostro vaccino sono state prelazionate 200milioni di dosi e c’è un opzione per altre 200milioni. All’Italia spetterebbero 27milioni di dosi. È bello dire, essendo monodose, che saranno 27milioni di vaccinati più che di dosi”.

– Visto che la conservazione è ‘semplice’ i medici di base potranno scendere in campo e somministrarlo dunque alla popolazione generale?

“Sicuramente la vaccinazione è un atto medico ma questa decisione dipenderà dal Piano vaccinale che sta programmando il nostro Paese e dalle ‘istruzioni’ che impartirà prima il Ministero della Salute e poi le Regioni. La facilità di conservazione consente proprio anche l’impiego in strutture dove non ci sono queste catene del freddo ‘spinte’ perché ripeto si può conservare alla temperatura di un frigo di casa”.

– Vuole aggiungere altro?

“È stata una corsa contro il tempo ma siamo molto soddisfatti del fatto che molti vaccini saranno disponibili tra cui speriamo il nostro e altri lo sono già. Un vaccino è tale quando ha le autorizzazioni delle agenzie regolatorie quindi siamo molto ottimisti ma al tempo stesso prudenti proprio perché attendiamo le approvazioni necessarie. Ma voglio sottolineare il lavoro e lo sforzo di tutta la comunità scientifica che ha portato ad un risultato senza precedenti. Se oggi vediamo questa luce in fondo al tunnel, anche rispetto al normale sviluppo di un vaccino, credo sia merito loro. Mi auguro che il vaccino consenta a ritornare a camminare sulle nostre gambe. Ci siamo e spero presto usciremo da questo periodo grazie al lavoro, ripeto, di questi grandi scienziati, credo a cui vada il ringraziamento anche della popolazione di tutto il mondo”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»