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Comunali Milano, vacilla e forse Crolla (Simone) il muro Lega-Fi

Simone Crolla potrebbe essere il giusto compromesso che il centrodestra sta cercando per sfidare Beppe Sala
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Di Nicolò Rubeis

MILANO – Simone Crolla potrebbe essere il candidato civico che unisce Lega e Forza Italia nella scelta dello sfidante di Beppe Sala in vista delle prossime comunali di Milano. Il centrodestra meneghino infatti, non ha ancora indicato il nome del ‘Mister X’ incaricato di strappare la città al Pd. Dal Carroccio continuano a rivendicare l’ultima parola sulla scelta, e puntano forte sul manager del Gruppo Pellegrini Roberto Rasia Dal Polo, il quale però sembra non scaldare particolarmente gli animi degli alleati. Ed ecco che in questo contesto potrebbe inserirsi Crolla, attuale Consigliere delegato della Camera di Commercio americana in Italia, con un passato politico tra le fila degli azzurri di Berlusconi. Il suo nome piace molto a Forza Italia ma è stimato anche dalla Lega, che lo considera, stando a quanto apprende la ‘Dire’, un personaggio di “altissimo profilo” e soprattutto un candidato “di sintesi”, in grado di sbloccare lo stallo nel centrodestra.

Crolla, originario di Premosello Chiovenda, un paese che conta poco meno di 2.000 abitanti del Piemonte, dopo un’infanzia passata sul Lago Maggiore, si trasferisce a Milano per studiare Scienze Politiche alla Statale ma presto si affaccia anche alla vita politica. Nel 1994 si fa promotore della nascita di Forza Italia a Arona, in provincia di Novara e l’anno successivo viene eletto consigliere comunale. È solo l’inizio di un’avventura che lo porterà sempre di più ad avvicinarsi a Silvio Berlusconi. Nel 2003 diventa infatti Vice Capo di Gabinetto della presidenza del Consiglio a Palazzo Chigi, ruolo che gli consente di affiancare il premier (erano i tempi del secondo Governo Berlusconi) in diverse missioni istituzionali all’estero, come la visita storica al Congresso americano del 2006. Qualche anno più tardi, nel 2012, viene eletto deputato nella circoscrizione Lombardia 1 per il Popolo della Libertà.

Durante la sua attività parlamentare (che dura poco, solo un anno, ndr) ricopre l’incarico di presidente della sottocommissione ‘Italiani nel Mondo’ ed è membro della Commissione Affari Esteri. Nel 2009 poi, arriva la nomina a Consigliere delegato della Camera di Commercio americana in Italia, associazione no profit che ha il compito di sviluppare le relazioni politiche ed economiche tra i due Stati. Ed è proprio questo incarico che lo fa rimanere prudentissimo, perchè il regolamento interno dell’organizzazione è rigido sull’incompatibilità della funzione con l’attività politica. Per questo, Crolla aspetta che i leader nazionali sciolgano le riserve prima di scendere in campo.

L’ex deputato forzista è un profilo vicino al mondo cattolico- come Rasia- ed è anche molto attivo nel sociale a Milano. Dal 2018 coordina, al fianco di Fedele Confalonieri l’Advisory Board della Veneranda Fabbrica del Duomo, l’ente che si occupa della valorizzazione e conservazione della cattedrale meneghina. Un uomo dunque, che avrebbe tutte le carte in regola per tentare la scalata a Palazzo Marino. Così come resta coperto anche l’ex prefetto di Milano Alessandro Marangoni, ora direttore della sicurezza di ‘Iper la Grande I’ (Gruppo Finiper, ndr), anche lui attratto dalla stanza più importante di Palazzo Marino. Nomi che comunque, dalla base leghista, sono ancora considerati un gradino sotto a Rasia (nonostante l’amicizia tra Crolla e Giancarlo Giorgetti, numero due del Carroccio), col manager della Pellegrini sostenuto ancora ieri da Matteo Salvini. Tuttavia Crolla potrebbe essere il giusto compromesso che il centrodestra sta cercando.

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