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Natura e animali, rifugio dalle nevrosi: a Ferrara le opere di Ligabue

Ligabue mostra Ferrara
A Palazzo Diamanti sono esposte fino al 5 aprile un centinaio di opere tra tele, disegni e sculture, che testimoniano la passione dell'artista per i paesaggi agresti e le belve feroci
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BOLOGNA – Un uomo rifugge gli altri uomini, preferendo gli animali, che finiscono per diventare una rappresentazione di se stesso. Un pittore autodidatta che dipinge le sue nevrosi e il suo disagio, partendo da luoghi che conosce, le montagne svizzere e la pianura padana del reggiano, per poi inoltrarsi nella giungla e in Siberia che non ha mai visto, ma che riesce a illustrare unendo una straordinaria fantasia a immagini osservate sui libri. Tra le mostre che si può tornare a visitare nell’Emilia-Romagna ‘gialla’ c’è “Ligabue, una vita d’artista” a Palazzo Diamanti a Ferrara, un’occasione per poter ammirare non solo quadri, ma anche disegni e sculture – sorprendenti – che arrivano da collezioni private.

Muovendosi tra le sale, un centinaio di opere raccontano tutta la vita di questo singolare artista, spesso accostato a Van Gogh per lo stile, alcuni soggetti e i problemi psichici (nella bassa lo chiamavano “il matto”). Un percorso che può far cambiare idea anche a chi non conta il “naïf ” tra le sue preferenze (se di naïf si può parlare), grazie ai sentimenti e le emozioni che si leggono nella natura, nelle piante, negli animali. In realtà, nelle prime sale sono preponderanti gli autoritratti, dove Ligabue si osserva senza eliminare i difetti, talvolta le escoriazioni del viso.

Lo sguardo è vivo, ma traspare un senso di solitudine, di tristezza: solo la natura sembra un’amica pur se velata di nostalgia. Tant’è che anche nei ritratti delle altre persone la natura c’è, che si trovi in un quadro dentro il quadro o che sia rappresentata con una libellula o un paesaggio agreste. Proseguendo nella visita, l’impressione è che Ligabue trovi “più anima”, più vita nelle bestie, specie quelle feroci: la tigre è la più rappresentata, ma ci sono anche leoni, scimmie, fino ai meno esotici cani da caccia, volpi, cervi, cavalli e galli. Ma il combattimento e l’aggressività sono quasi sempre presenti. Tra le curiosità la firma, ben visibile in tutti i quadri e che ha sempre l’accento sulla “u”, e le dediche in tedesco (Ligabue nacque nella Svizzera tedesca). Nei paesaggi agresti compaiono a un certo punto aratri e contadini, dei fermo immagine di vita di campagna che sembra l’unico luogo dove si sente a suo agio, o forse l’unico che la sua anima riconosce. 

La mostra “Ligabue, una vita d’artista” è allestita a Palazzo Diamanti, a Ferrara, dove resterà fino al 5 aprile, aperta dal lunedì al venerdì dalle 10.30 alle 19.30. Ingressi contingentati, prenotazione consigliata sul sito del museo.

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