Anpi: Mattarella dia a Zaki la cittadinanza per meriti speciali

PATRICK_ZAKI
La segreteria nazionale Anpi e il coordinamento regionale dell'Emilia-Romagna esprimono grande preoccupazione per lo studente italiano, e chiedono al Governo italiano di intraprendere qualsiasi azione utile per la sua liberazione
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ROMA – “Esprimiamo la più viva preoccupazione ed il sincero sgomento per la prolungata ed ingiusta detenzione di Patrick Zaki, senza processo da un anno, con l’assurda accusa di terrorismo”. Così in un appello congiunto la segreteria nazionale Anpi e il coordinamento regionale Anpi Emilia-Romagna.

“Una detenzione “preventiva” – aggiungono – che viene rinnovata ogni 45 giorni; una tortura psicologica capace solo di aggravare le già durissime condizioni di vita all’interno del carcere; una detenzione evidentemente non necessaria in assoluto spregio del diritto di ogni persona a non subire restrizioni della libertà personale se non nei casi previsti da specifiche norme di legge. La lotta di Patrick, la sua attività di studioso, incarnano i diritti fondamentali contenuti nella nostra Costituzione, nonché nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo; formazione universitaria presso l’Alma mater studiorum di Bologna e il prestigioso master internazionale Gemma, un corso unico in Europa sugli studi di genere, non possono certo qualificarsi come “terrorismo”, ma rappresentano l’esercizio del suo diritto allo studio, alla libera ricerca scientifica e alla libera manifestazione del pensiero”.

L’Anpi conclude: “Per tutto questo chiediamo al Governo italiano di intraprendere ogni azione utile che possa portare alla liberazione di Patrick Zaki e chiediamo al Presidente della Repubblica di valutare di concedergli la cittadinanza italiana per meriti speciali, per l’eminente servizio reso al nostro Paese”.

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