Non solo Kavo, anche quindici lavoratori della Metis a casa

GENOVA -  Il caso Kavo, la ditta che
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GENOVA –  Il caso Kavo, la ditta che produce imbottiture per sedie degli studi dentistici che ha deciso di smantellare lo stabilimento di Genova Nervi senza avvertire i dipendenti, non è il primo di questo genere a Genova. A denunciarlo è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Matteo Rosso, che questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente in merito a quindici lavoratori della Metis che svolgevano il servizio di call center di Iren per conto della società Onc di Milano. Anche in questo, che risale al mese scorso, gli operatori hanno trovato i centralini del proprio call center staccati, senza preavviso. “

Analogamente a quanto è capitato di recente agli operai della Kavo Promedi di Nervi- spiega Rosso- anche questi lavoratori si sono ritrovati, dall’oggi al domani, impossibilitati nello svolgimento del proprio lavoro, con le chiavi d’accesso personali per i computer disattivate”. Rosso ricorda anche che otto di questi 15 lavoratori appartengono a categorie protette. “Genova non può permettersi di perdere altri posti di lavoro– tuona il capogruppo di Fdi- e ritengo che tutte le istituzioni debbano attivarsi per tutelare i posti di lavoro esistenti e per arginare questa brutta abitudine, che pare stia prendendo campo tra alcune aziende, di chiudere a sorpresa e senza comunicazione alcuna nelle sedi competenti”.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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