venerdì 11 Settembre 2026

In corteo con bob, sci e i 500 larici abbattuti a Cortina: la protesta ambientalista contro le Olimpiadi

L'Associazione proletari escursionisti lancia un corteo molto particolare per il 7 febbraio, il giorno dopo l'inaugurazione delle Olimpiadi. In corteo scenderanno, simbolicamente, "i 500 larici abbattuti a Cortina per 90 secondi di gara su una pista da bob"

MILANO – I Giochi olimpici invernali si avvicinano e da venerdì 6 febbraio a domenica 8 il Comitato Insostenibili Olimpiadi (Cio) a Milano organizza una serie di iniziative”, ribattezzate “Utopiadi“. La prima sarà “di contestazione della cerimonia mediatica con cui i signori delle Olimpiadi vorrebbero nascondere il saccheggio e la devastazione dei territori che il loro grande evento privato sta portando a Milano, Cortina, in Valtellina, Val di Fiemme, sulle Alpi”. Alla larga dunque dalla cerimonia di inizio mentre per il giorno dopo, sabato 7, si vuole organizzare “una manifestazione nazionale, che sia piazza popolare e dell’opposizione sociale, delle realtà dello sport popolare e di base, dei movimenti civici e ambientalisti, di comitati territoriali e collettivi studenteschi” fino alle realtà impegnate sul diritto all’abitare e sulla Palestina.
E’ per questa occasione che l’Associazione proletari escursionisti, l’Ape (nata proprio a Milano), vuole “creare nel corteo uno spazio attraversabile da attivisti e famiglie, alpinisti e movimenti ecologisti, amanti e abitanti delle montagne” con una “caratterizzazione coreografica, ma anche con un microfono aperto” che dia “voce alle voci che non si riconoscono nel disegno delle nocività in quota, delle grandi opere fossili, della monocultura turistica”. Come? “Vogliamo portare in corteo i 500 larici di Cortina. Centinaia di alberi centenari abbattuti per 90 secondi di gara sulla pista da bob. Vogliamo materializzarli fisicamente, dar voce alla natura che accusa, fare riemergere ciò che la retorica olimpica cercherà di camuffare”, si spiega sul sito dell’Ape dando appuntamento a dopodomani per iniziare a preparare il tutto.

Per contraddistinguersi nel corteo del 7 febbraio e dar risalto al suo messaggio, gli attivisti Ape chiedono di recuperare alcuni materiali: occhialoni e tuta da sci, vecchi bob e sci “sacrificabili sull’asfalto”, cartoni e asticelle per lanciare messaggi, bastoni di scopa, alberi di natale usati, bombolette colorate, gomitoli di lana gialli, verdi e arancioni, “per costruire i nostri larici”, brani per una playlist adeguata all’occasione. Domenica 11 gennaio dunque primo appuntamento per iniziare a organizzare il tutto, poi il 26 una raccolta materiali, quindi un secondo laboratorio creativo all’apertura delle Utopiadi e infine il corteo del 7.

La scelta dei larici come simbolico non è casuale: “Il nostro percorso di critica alle Olimpiadi e alla monocultura turistica viene da lontano. Abbiamo camminato su creste e cime per dire basta nuovi impianti, basta bacini per l’innevamento artificiale, basta logiche estrattive che trattano la montagna come un parco giochi da sfruttare fino all’ultimo respiro. I 500 larici abbattuti a Cortina (in reatà sono molti di più) sono la sintesi di tutto questo. Alberi centenari, alcuni con oltre 200 anni di vita, sacrificati per 90 secondi di gara su una pista da bob che sarà abbandonata subito dopo i giochi“. E siccome le Olimpiadi “sono una macchina potentissima di produzione di immaginari”, allora “vogliamo mettere in campo un contro-immaginario altrettanto potente: una foresta di alberi abbattuti che marcia per la città, la natura che accusa, il rimosso che riemerge”. Per domenica 8, poi, il Cio pensa a una giornata dedicata “allo sport popolare da praticare, da imparare, da tifare”

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