Dopo la figuraccia sulla Libia ‘faccia a faccia’ Conte-Di Maio

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – «Colpa dei diplomatici del Ministero degli Esteri; nooooo, è colpa dei servizi che avevano organizzato l’incontro». Alla Camera dei deputati tra i parlamentari si parla della figuraccia internazionale rimediata ieri dal nostro Paese. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, mentre il ministro degli Esteri Di Maio era in Egitto, aveva programmato di incontrare sia Al Serraj che Haftar, i due leader che si stanno combattendo per il controllo della Libia. Ma alla fine Al Serraj, il presidente riconosciuto, ha snobbato l’incontro perché Conte aveva visto ‘prima’ il suo nemico. Come si rimedia? Nel pomeriggio ‘faccia a faccia’ tra Conte e Di Maio, per trovare una soluzione e smentire le voci malevole che parlano di uno scontro tra i due. Fatto è che, in questi casi, bisognerà trovare un colpevole perché l’incidente non può essere messo da parte così alla leggera.

Per quanto riguarda gli altri temi infuocati della giornata, al primo posto c’è la richiesta di referendum contro il taglio di 345 parlamentari. Oggi c’è stata una sorpresa: dei 64 senatori che hanno firmato come da regolamento la richiesta in Cassazione al momento del deposito in Cassazione se ne sono sfilati ben 6: 4 di Forza Italia e 2 del Pd. Ora bisognerà trovare i sostituti ed è partita la gara. In molti pensano che, alla fine, toccherà alla Lega di Salvini dare ‘un aiutino’, perché, questo il ragionamento, «se è vero che Salvini vuol andare presto alle elezioni, mettere il referendum di traverso potrebbe portare alla crisi di Governo».

Il problema è che la Lega di Salvini non può apparire come quella che adesso vuol mantenere tutta la ‘casta dei parlamentari’; sarebbe un regalo al M5S che così si ritroverebbe un bell’ argomento per la campagna elettorale, trovandosi di nuovo da soli contro il sistema partitocratico. Stasera, è probabile, si continuerà a litigare anche tra i partiti della maggioranza. Al vertice, che si terrà a palazzo Chigi, oltre al tema spinoso dello stop alla prescrizione, su cui si stanno scornando M5S, Pd e Italia Viva di Renzi, ci sarà anche l’accordo sulla nuova legge elettorale, un proporzionale con sbarramento al 5% giudicato troppo alto da Leu. E tutti comunque aspettano il risultato delle regionali in Emilia-Romagna. Oggi il sondaggio Dire-Tecné evidenzia un sostanziale testa a testa con molti indecisi. Chi li convincerà porterà a casa la presidenza.

LEGGI DIRE OGGI DEL 9 GENNAIO

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9 Gennaio 2020
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