Report del Consiglio grande e generale del 8 gennaio – Seduta pomeridiana

Al Comma 6 vi è la presa d'atto delle designazioni dei consiglieri in seno alle Commissioni Consiliari permanenti (11 componenti di maggioranza e 4 di opposizione).
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Dopo la cerimonia di giuramento dei membri del Congresso di Stato e l’ingresso in Aula dei nuovi consiglieri in sostituzione dei Segretari entranti, il Consiglio Grande e Generale riparte dal Comma 4, ovvero la nomina dei Sindaci di Governo. Per tali cariche vengono proposti i nomi di Gino Giovagnoli (Pdcs) e Paolo Rondelli (Rete), approvati dall’Aula con 44 voti favorevoli. Il Comma 5 prevede invece la nomina del Consiglio dei XII. Di seguito l’elenco dei componenti indicati da ciascuna forza politica (9 maggioranza, 3 minoranza): per il Pdcs S.E. Mariella Mularoni (sostituita Gino Giovagnoli per il periodo della Reggenza), Giancarlo Venturini, Oscar Mina, Italo Righi, per Rete Gian Matteo Zeppa, Alberto Giordano Spagni Reffi, per Domani Motus Liberi Gaetano Troina, per Npr Giacomo Simoncini, Alessandro Mancini, per Libera Alessandro Bevitori, Michele Muratori, per Rf Maria Katia Savoretti. Anche in questo caso l’Aula con 52 voti favorevoli.

Al Comma 6 vi è la presa d’atto delle designazioni dei consiglieri in seno alle Commissioni Consiliari permanenti (11 componenti di maggioranza e 4 di opposizione). Non mancano critiche da parte di Libera e Repubblica Futura, con quest’ultima in particolare che ritiene che “si sarebbe potuta valutare una rappresentatività diversa, con 10 membri al posto di 15 e un risparmio economico”. Si fa riferimento a un progetto di legge di Rete per l’assegnazione della presidenza di tutte e quattro le Commissioni permanenti a membri della minoranza. La proposta di Nicola Renzi (Rf), invece, è di “assegnare alle minoranza la presidenza di una Commissione permanente su quattro”. A Renzi risponde Maria Luisa Berti (Npr): “Poco fa si è assistito a uno dei peggiori abusi del tempo a disposizione. Capisco la necessità di prolungare i tempi del comma per non arrivare al numero 15.”. Francesco Mussoni (Pdcs) apre a “un ragionamento delle vice presidenze” alle oppozioni. Di seguito le designazioni delle Commissioni permanenti:

Commissione a) Affari Costituzionali ed Istituzionali; Pubblica Amministrazione; Affari Interni, Protezione Civile, Rapporti con le Giunte di Castello; Giustizia; Istruzione, Cultura, Beni Culturali, Università e Ricerca Scientifica: Pdcs: Valentini, Cardelli, Mularoni (Scarano), Stefanelli, Gozi; Rete: Zafferani, Giannoni, Spagni Reffi; Domani Motus Liberi: Dolcini; Npr: G. Nicola Berti, Rossi; Libera: Zanotti, Montemaggi, Boschi (Ciacci); Rf: Savoretti.

Commissione b) Affari Esteri, Emigrazione ed Immigrazione, Sicurezza e Ordine Pubblico, Informazione: Pdcs: Mussoni, Terenzi, Ciavatta, Scarano, Bugli; Rete: Zeppa, Rondelli, Giardi; Domani Motus Liberi: Andruccioli; Npr: Bronzetti, M. Luisa Berti; Libera: Bevitori, Morganti; Rf: Renzi, Zafferani.

Commissione c) Finanze, Bilancio e Programmazione; Artigianato, Industria, Commercio; Turismo, Servizio, Trasporti e Telecomunicazioni, Lavoro e Cooperazione: Pdcs: Valentini, Alice Mina, Giulianelli, Biordi, Casali; Rete: Zonzini, Nicolini, Santi; Domani Motus Liberi: Pelliccioni; Npr: Iro Belluzzi, Bronzetti; Libera: Fabbri, Guidi; Rf: Zafferani, Renzi.

Commissione d) Igiene e Sanità, Previdenza e Sicurezza Sociale, Politiche Sociali, Sport; Territorio, Ambiente e Agricoltura: Pdcs: Oscar Mina, Venturini, Civerchia, Selva, Tamagnini; Rete: Bucci, Adele Tonnini, Santi; Domani Motus Liberi: Troina; Npr: M. Luisa Berti, Simoncini; Libera: Selva, Zanotti, Montemaggi; Rf: Farinelli

Il Comma 7 prevede la nomina della Commissione Consiliari per gli Affari di giustizia. Di seguito le designazioni. Pdcs: Ciavatta, Selva, Tamagnini; Rete: Zeppa, Tonnini; Domani Motus Liberi: Andruccioli; Npr: Iro Belluzzi; Libera: Selva, S.E. Boschi (Guidi); Rf: Renzi.Il dibattito sul Comma 7 prosegue oltre le ore 20.

Di seguito una sintesi degli interventi

Comma 4

Vladimiro Selva (Rf): Sono stato sindaco nella 28esima legislatura. E’ un impegno molto rilevante. Per fortuna c’è l’avvocatura di Stato che cerca di affiancare i sindaci di Governo, che hanno un lavoro molto tecnico. Alla maggioranza si chiede una forma di sostegno per chi dovrà ricoprire questo ruolo a mio avviso molto gravoso.

Comma 5

Andrea Zafferani (Rf): Vorrei fare un ragionamento un po’ più approfondito partendo da quello che è successo in ufficio di presidenza. Una legislatura con un rapporto così sbilanciato tra maggioranza e opposizione richiede maggiore attenzione rispetto al passato nei confronti del ruolo dell’opposizione, che rischia di avere ancora meno peso che in passato. Può essere naturalmente un rapporto di coinvolgimento non solo di numero. Questo se si vuole dare concretezza al programma di Governo. Il secondo tema che volevo portare all’attenzione sono le posizioni prese in passato rispetto alle Commissioni. Mi riservo di fare presente che anche il Consiglio dei dodici ha ruoli molto significativi e mi auguro che ci possa essere un rapporto positivo tra maggioranza e opposizione.

Nicola Renzi (Rf): La percentuale interna del Consiglio dei dodici viene fatta percentualmente. Vorrei fare un discorso su questo, cioè sulle proporzioni. Propongo una riflessione che parte da lontano ma credo sia molto utile. Voglio dire che un Consiglio con una maggioranza così forte nei numeri non si ricorda se non tornando molto indietro nel tempo. Un dato che ci deve fare riflette. Sta a incidere in maniera forte e consistente anche sul ruolo che maggioranza e opposizione possono esercitare poi. Il consigliere Valentini aveva parlato della centralità dell’Aula consiliare. Se da un lato c’è il dato numerico, dall’altro c’è un dato politico. Come riusciamo a garantire la giusta efficacia dell’azione dell’opposizione all’interno di una commissione come il Consiglio dei dodici? Noi ci siamo attenuti al semplice calcolo aritmetico. Si sarebbe potuto tenere conto di arrotondamenti più favorevoli alle opposizioni. Alcune forze politiche arrivano al seggio a fronte di uno 0,8. E forze politiche di opposizione arrivano a essere presenti con l’1,12. La rappresentatività dell’opposizione, seppur aritmeticamente incontrovertibile, impone una minore possibilità di incidere sull’azione del Consiglio dei dodici. Quali saranno le libertà che verranno date alle opposizioni? Ritengo che quelle forze politiche che hanno solamente un rappresentante in certe commissioni siano le più svantaggiate anche per la mole di lavoro. Non mi pare ci siano aspetti di incompatibilità, però l’aspetto numerico non è secondario. La riflessione che pongo all’Aula: è possibile che il quoziente aritmetico possa essere corretto anche solo minimamente da un dato politico e quindi che la partecipazione dell’opposizione possa essere maggiore? Sono diminuite le competenze in capo al Consiglio dei dodici e bisognerebbe fare una riflessione sulle incompatibilità.

Comma 6

Andrea Zafferani (Rf): Nelle commissioni permanenti c’è la possibilità per controllare che l’iter dei provvedimenti sia snello. Tuttavia in considerazione del fatto che c’è stata una rappresentanza ampia da parte della maggioranza, il tema delle garanzie e del ruolo delle opposizioni si pone in maniera forte. Vorrei chiedere se c”è una volontà da parte delle forze politiche di maggioranza che avevano presentato un progetto di legge sulla presidenza delle commissioni permanenti da parte delle opposizioni di muoversi nella direzione che avevano indicato. Il regolamento consiliare parla di commissioni di 15 membri. E’ vero che ci sono stati precedenti con commissioni di 17 componenti. Alla luce di questa deroga avevamo proposto che le commissioni potessero passare a 10 membri con risparmio economico e maggiore garanzia di rappresentanza. Ci è stato risposto che non è possibile.

Giuseppe Maria Morganti (Libera): In genere le percentuali vengono arrotondate in favore delle minoranze. Oggettivamente anche in questo caso nonostante c’è una minoranza debole sotto il profilo numerico. In ogni caso la penalizzazione si è rivolta nei confronti delle forze di opposizione. Nonostante questa decisione, ci siamo adeguati. Ci auguriamo che le Commissioni possano svolgere realmente un ruolo di supporto e approfondimento delle problematiche. La maggioranza continua ad agire secondo un certo schema: speriamo possano ravvedersi.

Katia Savoretti (Rf): Avremmo gradito molto una ulteriore deroga sul numero dei componenti delle Commissioni riducendolo a 10, ma anche noi ci adeguiamo.

Guerrino Zanotti (Libera): Indispensabile fare delle valutazioni sulle attività delle Commissioni. In una legislatura cruciale per il nostro Paese occorre un’assunzione di responsabilità da parte della maggioranza quando si dovranno decidere le nomine dei presidenti. C’era una proposta che chiedeva di assegnare tutte le presidenze, senza possibilità di veto alcuno, alle minoranze. Dato il momento estremamente importante, ritengo fondamentale che la maggioranza prenda la decisione di dare la possibilità alle opposizioni di essere rappresentate dai propri presidenti.

Miriam Farinelli (Rf): L’assenza di opposizione non è un vantaggio ma un costo per la maggioranza e ancora più per la democrazia.

Sara Conti (Rf): La maggioranza ha scritto di voler portare avanti il confronto con l’opposizione. Questa rappresentatività però è comunque penalizzata dalla divisione aritmetica delle Commissioni. Si sarebbe potuto valutare una composizione diversa.

Nicola Renzi (Rf): E’ assolutamente vero che per legge le Commissioni sono stabilite in numero di 15. Non voglio mettere in discussione la decisione delle Reggenze, Però questo numero di 15 è stato in passato derogato portandolo a 17. Da un lato mi rendo conto molto bene che il portare le Commissioni a 17 membri avrebbe portato un aggravio dei costi. Se si fosse utilizzato un altro numero per la formulazione delle Commissioni, questo avrebbe consentito la partecipazione di Libera in tutte le Commissioni con 3 consiglieri e di Rf con 2. Spesso vengono analizzati più testi alla volta e presentati più ordini del giorno. Svolgere un lavoro quando si è soli a farlo comporta un mole di lavoro molto più grande. Stiamo parlando del funzionamento concreto della democrazia. Rf, proprio perché non è attaccata a una rivendicazione di costi, aveva fatto un’altra proposta, che andava nell’ottica di un assai maggiore economia, cioè portare le commissioni permanenti al numero di 10 membri. Ciò avrebbe ridotto la proporzione numerica, ma garantendo comunque la rappresentanza in Aula: 7 membri della maggioranza e 3 di opposizione. Ci spiace che le proposte non siano state ritenute rispondenti. Altro tema è quello delle presidenze. Un gruppo consiliare, se sa che tra i membri che designa potrà esserci anche un presidente, fa valutazioni in base a questo dato. Va valutata la possibilità di avere, in una commissione su quattro, un presidente di opposizione. La presidenza di tutte le commissioni all’opposizione, come proposto da Rete, è eccessiva. Non c’è la necessità di un testo di legge. Basta accordarsi tra maggioranza e opposizione. E’ solo una proposta per far partire questa legislatura con la propensione al confronto che ci eravamo detti. Un appello che vorrei fare alle persone nelle Commissioni è quello di poter organizzare i lavori con anticipo e in quelle fasce orarie che consentano la maggiore partecipazione possibile ai lavori e si sovrappongano il meno possibile alle necessità lavorative. La mia forza politica dà da subito la disponibilità a ricoprire il ruolo delle vice presidenze che non è assolutamente di facciata. Una sinergia effettiva sarebbe molto utile. Abbiamo sentito tante critiche su come è stato gestito il dialogo nella passata legislatura. Penso di aver fatto un’autocritica, non totale ma limitata. Spero che le proposte che ho fatto – una numerica per la composizione, una effettiva di gestione con la presidenza, una terza proposta di gestione generale individuabile nell’assegnazione delle vice presidenze – siano un banco di prova per vedere se un confronto ci può essere.

Maria Luisa Berti (Npr): Credo sia opportuno che certi messaggi passati siano meritevoli di una replica. Ricordo di quanto in questa Aula si abusasse del tempo a disposizione. Poco fa si è assistito a uno dei peggiori abusi di questo tempo. Un intervento, quello del consigliere Renzi, non attinente al Comma. Capisco la necessità di prolungare i tempi del comma per non arrivare al numero 15. Tutto questo esercizio nel cercare di mandare messaggi di ingiustizia lo rispedisco al mittente. La composizione è rispettosa del risultato elettorale. Non mi risulta che voi aveste assegnato il ruolo di presidente di una delle Commissioni permanenti alle opposizioni.

Eva Guidi (Libera): Vorrei fare presente, e ritengo che sia molto significativo farlo, che nella precedente legislatura i consiglieri hanno avuto la possibilità di fare considerazioni approfondite sui Commi delle nomine. Le Commissioni permanenti hanno una funzione importante perché prevedono l’approvazione dei progetti in prima lettura. Esse rappresentano un momento molto importante in quello che è il ruolo del consigliere. Gli impegni dei consiliari sono aumentati moltissimo e non vanno dimenticate le audizioni. E’ per questo che ci permettiamo oggi di fare delle considerazioni sulle Commissioni permanenti: lanciamo proposte su cui speriamo ci sia la possibilità di poteri confrontare.

Gian Matteo Zeppa (Rete): Ho sentito fare tante disquisizioni sulla bontà della democrazia. Mi sento di dover rispondere ai membri di Rf. E’ stato convocato l’ufficio di presidenza, dove si è fatto un dibattito. Renzi dice che è stato un dibattito leggero, forse perché come capogruppo non era presente. Il suo sostituto Zafferani ha proposto le commissioni a 10, contraddicendola. Tutti i gruppi hanno deciso di rimanere a 15 perché è la riproposizione delle proporzionalità delle elezioni dell’8 dicembre. Le presidenze alle opposizioni nelle Commissioni permanenti da che sono in Consiglio non sono mai state date. Nel 2016 Rete aveva raggiunto 12 seggi, grazie al ballottaggio sono stati tagliati, ma noi le battaglie nelle Commissioni permanenti le abbiamo sempre fatte anche con un solo membro. Il dibattito c’è stato e tutti hanno convenuto di dare l’indirizzo di fare le Commissioni a 15.

Andrea Zafferani (Rf): Renzi ha fatto un intervento approfondito. La nostra proposta di base, date le condizioni, è stata quella di fare Commissioni da 10 per maggiore vicinanza alla rappresentanza consiliare. Vorrei sapere da Rete cosa ne pensano del progetto di legge che avevano presentato sulla presidenza di tutte le Commissioni alle opposizioni.

Francesco Mussoni (Pdcs): Recepisco ogni parola di Maria Luisa Berti. Legittimo intervenire, ma c’è un abuso del tempo. In Aula dovremmo prendere atto delle decisioni dell’ufficio di presidenza, non metterlo in discussione. Si possono fare delle proposte sulla modifica del regolamento consiliare. Sulle vice presidenze si può fare un ragionamento già da subito.

Nicola Renzi (Rf), replica: Ringrazio Mussoni perché ha risposto nel merito ad alcune delle proposte che avevo formulato. Dispiace invece sentire l’intervento del consigliere Berti. Dispiace non abbia inteso quello che ho detto. Non ho fatto alcun piagnisteo, né detto che le cose portate in quest’Aula sono illegittime. Non dirò mai che è illegittima la composizione delle Commissioni. Le mie proposte non avevano la pretesa di essere accolte. Nella passata legislatura avremmo potuto dire le Commissioni sono da 15, non importa che qualcuno non ci sia: cosa che non abbiamo fatto. Oggi che è al Governo Rete ha cambiato la sua proposta.

Sara Conti (Rf): Siamo stati accusati di aver fatto interventi con contenuti simili. Mi sembra ovvio che persone dello stesso gruppo abbiano contenuti similari su uno stesso punto. Stiamo agendo nel nostro pieno diritto.

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9 Gennaio 2020
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