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Quirinale, per Rotondi “lo scenario è chiaro: Draghi in prima votazione o Berlusconi alla quarta”

Rotondi: "Mi fido di Salvini e Meloni. Secondo me loro ci credono davvero: non lo dicono per compiacere Berlusconi"
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ROMA – “A me stavolta lo scenario sembra chiaro, come quando le nubi concedono uno squarcio nel cielo: l’alternativa secca è tra il ‘metodo Cossiga’ e ‘il metodo Leone’. Il primo fu quello con il quale Ciriaco De Mita impose l’elezione di Francesco Cossiga in prima votazione, all’unanimità. Un metodo applicato anche con Carlo Azeglio Ciampi. Anche ora,se la maggioranza si compatta su un nome con l’assenso dell’opposizione di Giorgia Meloni, l’unica candidatura sul tavolo sarebbe ovviamente quella di Mario Draghi e non vedrei il rischio di un Colle senza regole. Sarebbe semplicemente un presidente autorevole, una figura quasi regale”. Così Gianfranco Rotondi in un’intervista al quotidiano ‘La Verità’.

“E il metodo Leone dove porta? Proviamo a immaginarlo: Draghi resta a Palazzo Chigi, i generali dei partiti non controllano più le truppe. In questo caos magmatico, nelle prime tre votazioni i partiti resterebbero a carte coperte. E poi alla quarta votazione ci sarebbe un ballottaggio tra un candidato di centrodestra e uno di centrosinistra. Pensare che lo scontro politico produca un cattivo presidente è un codice retorico di cui dobbiamo liberarci. Il valore della terzietà di un presidente si conquista durante il settennato, non necessariamente all’atto dell’elezione. Chi oggi viene percepito come divisivo può diventare uno straordinario presidente unificatore. Sono stato il primo a pensare a Berlusconi, oggi nel centrodestra lo dicono tutti. E io, in questa battaglia, mi fido di Salvini e Meloni. Secondo me loro ci credono davvero: non lo dicono per compiacere Berlusconi”, conclude.

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