INTERVISTA | Alienazione parentale, Laura Massaro: “Noi madri denunciamo quello che accade nei tribunali”

La 'mamma coraggio' è stata accusata di alienazione parentale e per questo ora rischia di perdere suo figlio
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ROMA – “Da quando è stato depositato il ricorso alla Corte d’Appello, per il decreto dell’11 ottobre che ha stabilito il collocamento di mio figlio presso il padre con presenza h24 dei Servizi sociali, non è stata fissata una data d’udienza e non c’è stata una sospensione”. Laura Massaro, intervistata dall’agenzia Dire, ha spiegato questo momento “di sospensione e costante terrore” in cui vive la sua famiglia da quel giorno. 

VIDEO | Alienazione parentale, Massaro riceve la visita dei servizi sociali: ma vanno via

E’ stata accusata di alienazione parentale e per questo ora rischia di perdere suo figlio. “Oggi alle 13 era prevista una visita domiciliare dei Servizi sociali- ha spiegato alla Dire- le assistenti si sono presentate alla porta, ma dopo essere state invitate a entrare sono andate via. Visto tutto l’accanimento che c’è sulla mia persona, ma soprattutto verso il bambino, dopo oggi non mi aspetto nulla di buono“. 

Accanto a questa mamma numerose altre donne, con storie e casi simili, si sono unite in una vera e propria alleanza solidale. Il ‘Comitato della madri unite contro la violenza istituzionale‘ è stato promosso da Laura Massaro, che ha aperto un fronte anche mediatico sul tema: “Io e tante altre madri denunciamo quello che da anni succede nei tribunali, sia che si usi il costrutto ascientifico dell’alienazione parentale, sia che ci si accusi di essere madri simbiotiche o che si parli di ‘conflitto di lealtà’. Un’accusa che viene dai Servizi sociali o dallo psicologo di turno diventa una condanna vera e propria. Tutto questo colpisce i bambini e li mette in sofferenza. Siamo donne che vivono in diverse regioni, ma le storie sono le stesse. Qualcosa non va”. 

“Io ho chiesto aiuto alle istituzioni- ha detto ancora Massaro- Ora invece possono venire a prendersi mio figlio in ogni momento, con le forze dell’ordine in borghese. Viviamo in uno stato di terrore senza sapere quello che accadrà”.

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