Cottarelli boccia la manovra: “Troppe tasse e la crescita non c’è”

Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio dei conti pubblici dell'Università Cattolica, in audizione al Senato
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ROMA – “Se la legge di bilancio non cambia in peggio i conti pubblici non li cambia neanche in meglio e non definisce una chiara crescita di crescita”. Inoltre ci sono troppe “micro tasse” che aumentano la pressione fiscale, “anche se di poco” e “rendono più difficile amministrare il sistema”. Carlo Cottarelli, direttore dell’Osservatorio dei conti pubblici dell’Università Cattolica, boccia la manovra del governo.

Nel corso di una audizione al Senato davanti alle commissioni Bilancio congiunte, l’ex Mr Spending parla di “notevoli aumenti di tasse e di una riduzione principale che riguarda il cuneo fiscale, l’effetto netto generale è neutrale o genera un piccolo aumento, quindi non cambia molto”. Si è di fronte a una manovra “di galleggiamento”.

Secondo Cottarelli lo scostamento dal deficit strutturale è “abbastanza vicino ai margini concessi dalla flessibilità europea”.

Il problema, secondo il professore, è che la legge di Bilancio “non mette al riparo i conti da shock che mandino l’Europa in recessione” perchè basa la riduzione del debito sull’aumento dell’inflazione e sul calo dei tassi di interesse.

Capitolo crescita. Qui Cottarelli è netto: “L’impatto sulla domanda è modesto e fa ben poco per rilanciare il pil dal punto di vista strutturale”.

Giuste le misure contro l’evasione perchè danno “un segnale importante” mentre le imposte su plastica e auto aziendali sono “legittime”.

I tagli di spesa “non sono strutturali, si stringe la cinghia riducendo gli stanziamenti” mentre invece andrebbero orientati “sul medio periodo”.

Infine Quota 100. “E’ stato suggerito di abolirla, ma il risparmio immediato nel 2020 sarebbe modesto, tra i 400 e gli 800 milioni e nel 2021 di 1,5-2 miliardi, questo perchè la maggior parte dei pensionati è già uscito nel 2019”, conclude Cottarelli.

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