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VIDEO | Ex Ilva, Barbagallo: “Non possiamo perdere 6900 posti di lavoro”

Lo ha dichiarato a Napoli il segretario generale della Uil in merito all'ipotesi di commissariare o nazionalizzare lo stabilimento di Taranto
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NAPOLI – “Ci sono tante proposte, ma di concreto ancora niente. Dobbiamo innanzitutto vedere se è possibile ripristinare quell’accordo che avevamo fatto“. La pensa così il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo rispondendo ai cronisti che gli chiedevano un commento sull’ipotesi di commissariare o nazionalizzare l’ex Ilva di Taranto.

“Ripristiniamo quello che ci ha portato a fare l’accordo anche rispetto all’occupazione e ai livelli produttivi. Noi – questa la posizione espressa dal numero uno della Uil a margine di una iniziativa a Napoli – chiedevamo che si dovesse arrivare a 8,5 milioni di tonnellate di acciaio per consentire di impiegare tutti i lavoratori, compresi i 1900 in cassa integrazione. Non ci possiamo permettere di perdere 6900 posti di lavoro”.

“Quando si parla di unità si dovrebbe parlare di unità dell’istituzione – prosegue Barbagallo. Il sindacato è unitario e sta cercando di portare avanti una politica economica, sociale occupazionale e produttiva per dare risposte al Paese. Loro hanno problemi, le istituzioni, bastava sentirli ieri al tavolo”.

Per il segretario della Uil se il presidente del Consiglio Giuseppe Conte “dovesse portarsi come testimoni i componenti del governo perderebbe la causa”. Inoltre – sottolinea – che si è dato “un alibi all’azienda” e che se si decide di “impiantare una causa epocale con ArcelorMittal poi ci sarà il deserto industriale e occupazionale.

Dobbiamo capire – insiste Barbagallo – cosa fare per ripristinare gli accordi e cercare di trovare una soluzione con l’azienda. Se non è possibile, dobbiamo fare in modo che l’acciaio non vada via dal nostro Paese perché senza l’acciaio entrerebbe in crisi tutto il settore che lo usa”.

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