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Dalla Romania a Marsala, giovani donne costrette a prostituirsi

Erano state attirate in Italia con la promessa di un lavoro. Tre misure cautelari sono state emesse dal gip del tribunale lillibetano
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PALERMO – Giovani donne romene attirate in Italia con la promessa di un lavoro e poi costrette a prostituirsi. La Procura di di Marsala (Trapani) ha scoperto e bloccato un giro di prostituzione con base nella cittadina lilibetana: a organizzare il tutto due fratelli romeni, Florin e Costantin Chiciug, di 24 e 36 anni, e la moglie del primo, P.C., che aveva il compito di ricercare le donne destinate alla prostituzione.

Per i due fratelli sono scattati gli arresti domiciliari, ma Florin Chiciug è ricercato, mentre per la donna l’obbligo di dimora a Marsala. Le indagini hanno preso il via nel maggio del 2018, grazie alla denuncia di una delle ragazze costrette a prostituirsi. La vittima ha raccontato di essere stata persuasa a raggiungere Marsala dietro la promessa di una sicura occupazione ma, una volta giunta in Sicilia, è stata privata dei propri documenti e costretta a prostituirsi.

Era Costantin Chiciug a procacciare i clienti e a fissare gli appuntamenti, che avvenivano anche a Mazara del Vallo, Salemi e Favignana. Il prezzo per le prestazioni sessuali era variabile a seconda della durata del rapporto: da una media di circa 50 euro ai 400 per una intera notte. Il denaro veniva poi incassato da Costantin Chiciug, mentre il fratello lo affiancava nell’accompagnare le ragazze agli incontri intervenendo qualora sorgessero problemi nei pagamenti o con le vittime.

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

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