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La Sicilia con il Rosatellum? Trionfo centrodestra con 60 collegi, solo 1 al M5S, a secco il Pd

Il risultato si avvicinerebbe molto a quella che i politologi definirebbero una 'landslide', una vittoria schiacciante e omogenea sull’intero territorio.
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ROMA – Se si votasse oggi per le politiche in Sicilia finirebbe 60 a 1. E’ il dato che emerge dalla simulazione condotta dall’Istituto Cattaneo sul voto siciliano.

‘Che cosa succederebbe se gli stessi elettori siciliani che si sono recati ai seggi domenica scorsa per le elezioni regionali votassero allo stesso modo anche in occasione delle prossime politiche?’, si chiede il Cattaneo che ha proiettato il voto ottenuto a livello comunale dalle singole liste o coalizioni nelle elezioni regionali siciliane del 2017 all’interno dei collegi uninominali utilizzati in Sicilia fino al 2001.

Il risultato si avvicinerebbe molto a quella che i politologi americani definirebbero una ‘landslide’, cioè una vittoria schiacciante e omogenea sull’intero territorio. In pratica, tutti i collegi uninominali della Sicilia (tranne uno) sarebbero conquistati da un candidato della coalizione di centrodestra.

Un fenomeno niente affatto inedito: già in passato, ad esempio nelle elezioni politiche del 2001, i partiti di centrodestra conquistarono tutti i 61 collegi della Camera e del Senato assegnati alla Sicilia. A oltre quindici anni di distanza e con il sistema partitico profondamente trasformato, la coalizione di Berlusconi e dei suoi alleati potrebbe ripetere un simile successo, solo con qualche piccolo arretramento.

A rompere l’assoluto predominio del centrodestra, non è il centrosinistra, per di più diviso al suo interno. È infatti il Movimento 5 stelle che riesce a strappare il collegio di Siracusa alla coalizione di centrodestra.

Naturalmente, alle prossime politiche muterà in parte anche l’elettorato, probabilmente aumentando -come già avvenuto in passato – di circa 500 mila votanti. Inoltre, cambierà il sistema elettorale e, di conseguenza, i comportamenti più o meno strategici degli elettori. Soprattutto, ed è l’ultimo elemento su cui vale prestare particolare attenzione, cambieranno parzialmente anche i confini dei collegi uninominali, rispetto a quelli utilizzati al Senato fino al 2001 e previsti dalla legge Mattarella.

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