Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Ungheria, Orban ‘tradito’ sui migranti da estrema destra

L'obiettivo del premier ungherese era bloccare la ripartizione delle quote decisa dalla Ue per gestire l'emergenza migranti: non è piaciuto neanche ai suoi 'fedeli': solo 131 deputati sui 199 hanno votato a favore
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Hungary's PM Orban gestures during a joint news conference with Audi Chairman Stadler in BudapestROMA – Il parlamento ungherese ha respinto la proposta di emendamento costituzionale del Premier Viktor Orban, volto a bocciare il piano europeo di ripartizione delle quote di persone migranti. Il colpo è giunto forte anche dal suo stesso schieramento: solo 131 deputati sui 199 ‘fedeli’ hanno votato a favore. Impossibile quindi raggiungere i due terzi necessari a far passare la proposta. Jobbik, il partito di estrema destra che in un primo momento aveva confermato il suo sostegno all’iniziativa anti-rifugiati, ha infatti cambiato idea. Come contropartita aveva chiesto al governo di sospendere il permesso di residenza ai ricchi investitori extra-europei in vigore dal 2013. Ma Orban, definendo la richiesta come un ricatto politico, aveva rifiutato. Nella retorica di Jobbik, tale particolare concessione è stata interpretata come un modo indiretto di favorire il terrorismo interno, in quanto tra questi “ricchi extra-europei” si potrebbero celare “immigrati” ed “estremisti” dei gruppi armati jihadisti, che a differenza degli altri migranti sono dotati di maggiori risorse economiche.

Oltre a boicottare il voto, si sono inoltre presentati in aula con striscioni con su scritto: “Il traditore è colui che lascia entrare i terroristi in cambio di denaro”. Secondo le fonti di stampa europee, Budapest dal 2013 ha emesso più di 10mila obbligazioni di 300mila euro, che danno diritto a un permesso di soggiorno nonché di libero transito non solo nel Paese ma nel resto dell’area Schengen. Tra i principali ‘beneficiari’ di questa iniziativa, ci sono sorpattutto persone di origine cinese, russa e mediorientale. La proposta di emendamento da parte di Orban rappresentava un estremo tentativo di ‘scavalcare’ l’esito del referendum del 2 ottobre, quando i cittadini avevano in maggioranza respinto la stessa proposta, rovesciando in qualche modo la campagna anti-immigrati e dai toni xenofobi che il Premier porta avanti da ormai due anni. La quota che Bruxelles ha assegnato all’Ungheria è di 2.300 persone migranti, sulle 160mila totali da ripartire tra i 28 Stati membri.

di Alessandra Fabbretti, giornalista

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»