La Camera blocca i 280 mln per la bonifica di Porto Marghera

Giudicato "inammissibile" l'emendamento presentato dai deputati leghisti Filippo Busin, Guido Guidesi, Stefano Borghesi e Roberto Simonetti
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marghera02VENEZIA – Il Decreto legge 193/2016, che prevede “disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili”, non autorizzerà lo stanziamento di 280 milioni di euro per il completamento degli interventi per la messa in sicurezza del Sito di interesse nazionale (Sin) di Venezia, Porto Marghera. Lo hanno stabilito ieri le commissioni parlamentari al Bilancio e alle Finanze, giudicando “inammissibile” l’emendamento presentato dai deputati leghisti Filippo Busin, Guido Guidesi, Stefano Borghesi e Roberto Simonetti.

Secondo l’emendamento, che avrebbe aggiunto l’articolo 11 bis, i 280 milioni avrebbero dovuto essere distribuiti come “contributo straordinario” tra il Provveditorato interregionale per le opere pubbliche del Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, l’Autorità portuale di Venezia e la Regione Veneto. Le quote destinate ad ognuno degli enti sarebbero state calcolate “secondo la ripartizione delle competenze previste dagli accordi di programma per la bonifica e la riqualificazione ambientale del Sin di Venezia”.

Come conseguenza, il rifinanziamento del fondo per la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, previsto dall’articolo 12 del medesimo Dl, sarebbe dovuto passare da 600 a 320 milioni di euro. Ma, visto che l’emendamento è stato giudicato “inammissibile”, i fondi per la bonifica di Porto Marghera dovranno saltare fuori da qualche altra parte.

di Fabrizio Tommasini, giornalista

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