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Traent lancia a Pisa il corpo “phygitale”: somma di fisicità e interazioni digitali

Federico D'Annunzio ceo Traent
Tutti i dati passeranno per una sorta di notaio informatico e dalla tecnologia del blockchain, attraverso la quale si potrà scegliere cosa mostrare e cosa esporre
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PISA – Dal corpo fisico, fatto di carne e ossa, a quello “phygitale”. È questa l’intuizione che Traent lancia all’Internet Festival in corso a Pisa, manifestazione di cui la startup è partner, con il progetto ‘Habeas Corpus’. Quello del confine del corpo, l’habeas corpus appunto, è un concetto che nasce nel Medioevo per poi definirsi nel ‘600, spiega all’agenzia Dire Federico D’Annunzio, ceo e fondatore della società.

“È un confine normalmente percepito come fisico. Noi, invece, abbiamo introdotto il corpo ‘phygitale’ che poi è il tema scelto dal festival, ovvero la somma del corpo con le sue interazioni digitali“. Facendo questo passaggio “tutti i dati che scambiamo con il mondo esterno fanno parte del nostro corpo“, ed è così che la questione investe direttamente la sfera della privacy, perché “utilizzarli è un’infrazione dei nostri diritti“. Con l’Habeas Corpus “anche la dimensione astratta diventa parte del corpo umano. Ed è per questo che la tuteliamo: non perché sia fungibile o utilizzabile, ma perché fa parte del nostro corpo”.

A livello pratico tutto questo passa per una sorta di ‘notaio informatico’ e dalla tecnologia del ‘blockchain’, nata per gestire la moneta sul web. Ci passa e l’amplifica, come osserva D’Annunzio. “Per la moneta la quantità di dati è molto contenuta. Nel nostro caso non abbiamo limiti: qualsiasi cosa che entra nel blockchain è come se passasse dal notaio. Così il dato in questione diventa vero, immutabile e verificabile da terzi. È possibile notarizzare qualsiasi interazione delle persone, delle aziende e anche della pubblica amministrazione”. Il sistema a questo punto si interfaccia con la privacy perché “si può scegliere quali dati mostrare ed esporre. È questa la cosa interessante. Cioè, puoi estrarre un dato, ma non hai bisogno di rendere noto altro, quelle informazioni cioè che potrebbero mettere in difficoltà la propria impresa, un’organizzazione o un individuo. Perché quel dato che scegli di rendere visibile è appunto vero”. In questo senso “applichiamo il concetto della ‘transprivacy’, trasparenza e riservatezza allo stesso momento”.

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