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Sgomberato a Genova il centro sociale Terra di nessuno

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Alle prime luci dell'alba Polizia locale e Digos hanno liberato la struttura di via Bartolomeo Bianco. Al suo posto dovrebbe sorgere una stazione ecologica
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GENOVA – La Polizia locale di Genova, sotto il controllo della Digos, sta eseguendo dalle prime luci di questa mattina lo sgombero del centro sociale Terra di nessuno, nel quartiere del Legaccio. I vigili sono entrati attorno alle 6.30 e hanno svegliato alcuni ragazzi che stavano dormendo.

La struttura di via Bartolomeo Bianco era occupata dal 1997, ma da diversi anni la Lega ne chiede con forza lo sgombero. A gennaio una sentenza del Tar, pur riconoscendo la funzione sociale del Tdn, aveva legittimato la procedura avviata stamattina. Nell’area dovrebbe sorgere un’isola ecologica. Sulla pagina Facebook del centro sociale è da poco comparso l’appello: “Stanno sgomberando il Csoa Terra di nessuno. Chi può raggiunga lo spazio al più presto”.

All’esterno del centro sociale sono già pronti i muratori con mattoni e cemento per bloccare l’accesso alla struttura e i tecnici dell’Enel per staccare la corrente. L’accesso a via Bianco è presidiato dai blindati della polizia, mentre lungo la via sono presenti altri blindati di polizia e guardia di finanza. L’ingresso al Tdn è sbarrato da vigili e Digos. Alcuni ragazzi che dormivano nella struttura, al momento, sono ancora all’interno del centro sociale, mentre qualche altro giovane si sta radunando all’esterno. Dall’alto, a osservare le operazioni anche una consigliera municipale della Lega e un abitante del quartiere.

UNO DEGLI OCCUPANTI È SALITO SUL TETTO CON LA BANDIERA ZAPATISTA

Luciano, uno degli storici occupanti, è salito sul tetto, sventolando la bandiera dell’esercito zapatista. “Vogliamo vedere l’ordine di sgombero- spiega- nessuno ci ha dato niente. Anzi, stavano pure iniziando a staccare la corrente, ma si sono accorti che paghiamo regolarmente le bollette, come l’acqua, attraverso l’associazione con cui don Gallo aveva fatto un accordo con il Comune”.

occupante terra di nessuno sul tetto genova

Poi, rivolgendosi a chi coordina le operazioni di sgombero: “Sul fatto che ci sgomberate, ormai, non possiamo più farci niente. Per scendere voglio che ci assicuriate la possibilità di portar via tutte le nostre cose: ci sono 25 anni e 75.000 euro di attrezzatura audio“, utilizzata per service di spettacoli, concerti e manifestazioni in città e non solo. “Peccato- aggiunge con rammarico- il 25 ottobre dovevamo accogliere una delegazione internazionale zapatista”.

PRESIDIO SU PONTE LAGACCIO: “TDN NON SI TOCCA”

Una cinquantina di manifestanti si è radunata sul ponte del Lagaccio per protestare contro lo sgombero del centro sociale Terra di nessuno, bloccando il traffico tra via Napoli e via Bari. Le strade di accesso alla struttura sono state sbarrate dalle forze dell’ordine. “La Terra di nessuno è anche mia. Giù le mani dai centri sociali”, recita uno striscione. “Ne sgomberano uno, ne occupiamo cento”, avverte un altro.

IL SENATORE CRUCIOLI ENTRA AL TDN A PARLARE CON GLI OCCUPANTI

Arriva la solidarietà del centrosinistra genovese e non solo al presidio contro lo sgombero del Tdn. Dentro al centro sociale a parlare con gli occupanti è entrato il senatore dell’Alternativa c’è e avvocato, Mattia Crucioli, accompagnato da Digos e dall’assessore comunale leghista, Giorgio Viale. La consigliera comunale del Pd, Cristina Lodi, ha osservato da vicino le prime operazioni delle forze dell’ordine: “Ho verificato che tutte le azioni si stiano svolgendo nel pieno rispetto dei diritti delle persone- spiega- stupisce questa fretta da parte dell’amministrazione comunale, da mesi c’era un tavolo di confronto. Piacerebbe che dietro queste azioni di forza ci fossero almeno idee e contenuti per il bene della città e, invece, nessuno sa che progetti ci siano sull’area”.

La dem aggiunge che “anche questi ragazzi sono cittadini genovesi, l’amministrazione deve assumersi l’onere di gestire la conflittualità“. Al presidio dei manifestanti sul ponte del Lagaccio anche il consigliere regionale di Linea condivisa, Gianni Pastorino.

LEGA: “LO SGOMBERO È UNA VITTORIA ATTESA DA 27 ANNI”

Lo sgombero del centro sociale Terra di nessuno è una vittoria della Lega. Un epicentro di illegalità che per 27 anni ha tenuto in ostaggio il quartiere del Lagaccio“. Così il gruppo della Lega in consiglio comunale a Genova commenta a caldo, in una nota, lo sgombero in corso del Tdn. “Lo sgombero di almeno un centro sociale era la richiesta che la Lega aveva posto all’amministrazione e al prefetto, avallata da una sentenza del Tar a tutela degli interessi del diritto del Comune di Genova a recuperare l’immobile”, rivendica il Carroccio. “La Lega si è fatta portavoce dell’esasperazione dei residenti dei quartieri Lagaccio, Oregina e San Teodoro. Ora possiamo restituire questa zona alla città e riqualificare l’area”, conclude la nota.

“Con lo sgombero del centro sociale diamo esecuzione a una sentenza del Tar e chiudiamo un lungo iteraggiunge l’assessore comunale alla Sicurezza, in quota Lega, Giorgio Viale– una liberazione attesa dai cittadini del quartiere Lagaccio da ben 27 anni. Il Comune deve finalmente avviare la riqualificazione dell’area che sarà restituita ai cittadini, anziani e bambini, con l’offerta di nuovi servizi e di una isola ecologica. D’ora in poi al Lagaccio regneranno ordine e legalità. Nessuno può pensare di occupare a sbafo gli immobili di proprietà di tutti i cittadini”.

IL COMUNE DI GENOVA: “LA SENTENZA DEL TAR CI OBBLIGA ALLO SGOMBERO”

C’è una sentenza del Tar che prevede che il Comune sia obbligato a procedere con questo sgombero. Quindi stiamo facendo qualcosa che ci è stato prescritto dai giudici amministrativi. Ringrazio il lavoro di Polizia, Polizia locale, Amiu e Aster che adesso sono impegnati nella rimozione di svariati relitti e rifiuti”. Così l’assessore alla Sicurezza del Comune di Genova, Giorgio Viale, durante le operazioni di sgombero del centro sociale Tdn. “C’è una forma di protesta in atto da una persona che è stata fatta accedere su sua richiesta e ora è sul tetto- prosegue l’assessore- la situazione è calma e tranquilla, come è giusto che sia, e mi auguro che tutto prosegua senza la necessità di alcuna forma di violenza e che si possa procedere nella restituzione di quest’area al Comune di Genova senza ulteriori danni”.

Viale risponde poi alle critiche del centrosinistra sulla tempistica “elettorale” dell’operazione: “Mi pare strano perché le elezioni ci sono state la settimana scorsa e le operazioni elettorali uno le fa prima e non dopo. Critiche sulla tempistica ci sarebbero state in qualsiasi caso– ribatte- abbiamo fatto accedere chi ne ha fatto richiesta e stiamo evitando ogni forma di violenza e di uso coattivo della forza. Mi pare che siano quanto meno critiche pretestuose”.

MUNICIPIO: “AL POSTO DEL TDN UN CENTRO DI EDUCAZIONE AMBIENTALE”

Non un’isola ecologica, ma un centro di riutilizzo e di educazione ambientale. È questo il futuro dell’area del Lagaccio occupata dal Tdn e in corso di sgombero, in via Bartolomeo Bianco, a Genova. A spiegarlo il presidente del Municipio I Centro Est, Andrea Carratù, in quota Lega. “Portiamo avanti quello che l’amministrazione ha in mente già da tempo, ossia realizzare un centro per l’educazione ambientale che completerà quello che serve a questa zona, ovvero una nuova consapevolezza che il quartiere del Lagaccio non è periferico, ma un quartiere da valorizzare– spiega- il municipio Centro Est chiede che ci sia un percorso partecipato della cittadinanza così come è uso in questo quartiere: lo abbiamo sperimentato già per la caserma Gavoglio, con ottimi risultati. Anche questa volta sarà necessario”. E precisa: “Il progetto dell’isola ecologica Amiu di cui si è parlato non è mai stato tale: qui verrà fatto un centro di educazione ambientale, dove le scuole e i cittadini potranno capire come recuperare e riciclare le cose che normalmente si buttano via”. Carratù aggiunge che “il centro di educazione ambientale sarà inserito anche a completamento della nuova valletta dello sport, senza dimenticare che proprio qui di fronte ci sarà una fermata della funivia che, nei progetti del Comune, porterà ai forti. La zona sarà quindi recuperata e restituita in pieno alla cittadinanza”.

ACCORDO CON GLI OCCUPANTI: PORTERANNO VIA L’ATTREZZATURA

Stiamo cercando di trattare l’uscita senza troppi danni. Probabilmente, riusciremo a portare via noi le nostre attrezzature audio, che sono un po’ il patrimonio più prezioso che abbiamo. Ci hanno anche detto che sorvoleranno sulla presenza di qualche pianta aromatica particolare“. Così Luciano Bregoli, tra i fondatori del Tdn, che da stamattina è salito sul tetto del centro sociale nel quartiere genovese del Lagaccio, mentre erano in corso le operazioni di sgombero.

Secondo quanto ricostruito, Bregoli non era all’interno del centro sociale al momento dell’arrivo di Polizia e Polizia locale, ma è stato contattato dagli occupanti e fatto entrare in seguito. Il Terra di nessuno è stato occupato per la prima volta nel 1994, sgomberato e rioccupato nel 1996.

“Ci rivedremo nelle strade- urla Bregoli dal tetto ai giornalisti assiepati sulla strada sopra il centro sociale- noi abbiamo perso casa nostra, non finisce qua. Il presidio rimane e ci stiamo organizzando per il futuro: probabilmente domani proveremo ad andare a trovare il sindaco, fargli una visita, se non ci arrestano prima… Perché, poi, noi ci facciamo prendere dall’enfasi. Mi domandavo: ‘Ma perché non gli ho tirato un mattone? Perché non si può, tanto poi alla fine non vinciamo, loro hanno l’esercito, noi abbiamo le bombolette spray e le casse, loro hanno le pistole, noi la fantasia”. Bregoli, infine, rimarca che “la città perde un grande pezzo di cultura, di socialità, di pensiero critico. Ora, poi, con questa situazione pandemica è ancora peggio”.

L’OCCUPANTE È SCESO DAL TETTO, VIA AL TRASLOCO E ALLA MURATURA AGLI ACCESSI

È sceso dal tetto del Tdn Luciano Bregoli, uno degli occupanti che da stamattina si oppongono allo sgombero del centro sociale nel quartiere genovese del Lagaccio. Intanto, con la collaborazione dell’Arci, è iniziato il trasloco dell’attrezzatura musicale, mentre gli operai chiamati dal Comune stanno murando gli accessi alla struttura. Intanto, i giovani che da alcune ore sono in presidio sul ponte don Acciai, a poche centinaia di metri del centro sociale, annunciano di voler proseguire la manifestazione per tutto il giorno.

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