Al Museo di Capodimonte di Napoli la grande mostra su Luca Giordano

Il pittore simbolo del barocco napoletano torna a casa a 20 anni dall'ultima esposizione a Napoli con dieci sezioni e oltre novanta tele
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print





di Flavio Russo

NAPOLI – Da Parigi a Napoli: si apre oggi la grande mostra su Luca Giordano, il pittore simbolo del barocco napoletano, al Museo di Capodimonte fino al 10 gennaio del prossimo anno. Dopo l’esposizione dello scorso anno al Petit Palais di Parigi, Luca Giordano torna a casa a 20 anni dall’ultima mostra partenopea. Oltre 4 decadi di carriera artistica e un catalogo immenso con migliaia di opere, raccolte in parte negli spazi del Museo, grazie al lavoro del direttore Sylvain Bellenger e dei curatori Stefano Causa e Patrizia Piscitello. “Il racconto che noi facciamo di Luca Giordano a Napoli non è quello che abbiamo fatto per i parigini, qui è un lavoro più stretto e concettuale – spiega Bellenger -.

Abbiamo insistito sui rapporti tra un’opera e l’altra, abbiamo portato anche la ceramica, i disegni e provato a far capire anche come Giordano è un grande pittore d’affreschi”. Napoli diventa il punto di incontro di molte delle tele più rappresentative del principe del barocco, in un lavoro che raccoglie dipinti da Madrid, Toledo, Nantes, oltre che i capolavori delle chiese partenopee. Dieci sezioni e oltre novanta tele, disegni e maioliche dislocate all’interno della sala Causa già sede della mostra dello scorso anno su Caravaggio a Napoli.

“Naturalmente una mostra su Luca Giordano si immagina soltanto andando a vedere gli affreschi – spiega Stefano Causa -. Noi abbiamo immaginato questa mostra come una sorta di invito al viaggio e alla conoscenza di questo maestro. Veniamo qui a vedere Giordano ma rimettiamoci in cammino per Napoli, l’Italia e l’Europa anche sulle sue orme”. Un’idea condivisa con Bellenger: “Ho voluto che questa mostra sia aperta verso la città, che si lasci la mostra con la voglia di andare in città a vedere le opere”. Dalla chiesa di San Gregorio Armeno a quella di Santa Brigida, dalla Certosa di San Martino ai Gerolamini Napoli rimane il laboratorio creativo di Luca Giordano, da scoprire tra i vicoli e i luoghi sacri della città. Un’artista “vittima della sua virtuosità”, come lo definisce il direttore di Capodimonte, “un grandissimo pittore che ha prodotto tanto che alla fine lo dimentichiamo. Un artista di una prolissità stupenda, che aveva il genio anche di rubare il talento, ha iniziato rubando agli altri e alla fine ha rubato a se stesso”.

BELLENGER: “VISITARE CAPODIMONTE OGGI È UN’OPPORTUNITÀ”

“Capodimonte in pieno coronavirus ha 5 mostre. Mai nella storia di Capodimonte ci sono state 5 mostre assieme“. Sylvain Bellenger, direttore del Museo e del Real Bosco di Capodimonte, apre le porte del complesso napoletano anche durante l’emergenza Covid in occasione oggi della presentazione della mostra su Luca Giordano. “Tutte le sale sono aperte – dice Bellenger -, è un momento da sogno per visitare Capodimonte, non ci sono le folle, si può restare tranquillamente, è come una visita privata per ogni visitatore. Io direi – aggiunge il direttore – approfittiamo di questo lusso, approfittiamo di questo momento per recuperare la gioia di visitare questo museo e – conclude – questo favoloso bosco che è curato così bene che sembra un giardino inglese”.





Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»