Coronavirus, D’Incà: “Parlamentari in quarantena, si rischia la paralisi”

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E su Di Battista aggiunge: "Saranno gli iscritti M5s a decidere"
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ROMA – “Non c’e’ nessun problema politico nella maggioranza, i numeri ci sono alla Camera e al Senato. C’e’ un problema di coronavirus, anche il parlamentare va in quarantena ed e’ un problema importante per la stabilita’ del nostro Paese, si rischia una paralisi. Con 14 persone con i sintomi si rischia di mettere in quarantena tutto il parlamento”. Lo dice Federico D’Inca’, ministro per i rapporti con il parlamento, a Rainews24.

“Io- aggiunge- sono contrario al voto a distanza, abbiamo bisogno di un parlamento che si incontra, parla e discute. Va presa in considerazione, pero’, una problematica che e’ quella che il parlamentare asintomatico rimane a casa con il coronavirus, perche’ e’ un obbligo penale, mentre una persona malata di un’altra malattia, anche molto grave, puo’ recarsi in parlamento perche’ vuole votare. Quindi, abbiamo delle problematiche da risolvere, e in quel caso credo che almeno nel periodo che riguarda l’emergenza coronavirus, e cioe fino al 31 gennaio, ai parlamentari che hanno i sintomi o che sono in quarantena deve essere permesso il voto“.

“In questo momento stiamo facendo di tutto per escludere un nuovo lockdown, questa e’ la volonta del governo. Bisogna pero’ stare molto attenti e le persone devono portare sempre la mascherina e il liquido disinfettante”

D’INCÀ: DI BATTISTA NEL DIRETTORIO? DECIDERANNO ISCRITTI

“Credo- prosegue D’Incà- che ci voglia una strutturazione del M5s e saranno nostri iscritti a decidere chi fara’ parte del direttorio o della segreteria. Meno polemiche, piu’ fatti concreti e confronto viso a viso. Io non cerco polemiche dovremo confrontarci”.

“La morte nera… credo che anche certe modalita’ devono semplificarsi. Il Pd non e’ la morte nera, stiamo lavorando bene al governo non ci sono problemi di morte nera o di Jedi, rimaniamo seri, sul pezzo e concentrati”.

“In questo credo il M5s sia una delle fondamenta della stabilita’ del nostro paese. Dobbiamo strutturarci di piu’ e sciogliere alcune tensioni che ci sono. Gli stati generali saranno un momento di confronto e verranno sciolti alcuni nodi con un confronto viso a viso e non attraverso i giornali”.

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