Siria, la combattente curda: “Lottiamo per la libertà dei popoli”

"Se la Turchia invaderà il nord della Siria la coalizione internazionale avrà compiuto il suo tradimento", ha detto la comandante delle unità femminili delle milizie curdo-siriane
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ROMA – Se la Turchia invaderà il nord della Siria la coalizione internazionale avrà compiuto il suo tradimento: lo ha detto oggi Dalbr Jomma Issa, comandante delle Ypj, le unità femminili delle milizie curdo-siriane, a margine di un’audizione alla Camera dei deputati.

Secondo la comandante, già protagonista della presa di Raqqa, l’ormai ex roccaforte del gruppo Stato islamico in Siria, “la comunità internazionale all’inizio ci ha dato un supporto per combattere l’Isis”, con “aiuto logisitico e motivazione”. Jomma Issa ha però aggiunto: “Se lo Stato turco verrà lasciato libero di invadere però potremmo parlare di tradimento; vorrà dire che la coalizione non voleva veramente proteggere la pace e la democrazia, la libertà di tutti i popoli, ma solo gli interessi di alcuni Stati alleati”.

ITALIA CONVOCHI CONFERENZA DI PACE 

L’Italia e la comunità internazionale convochino una conferenza per risolvere la questione siriana per via politica, condannando l’uso delle armi: è l’appello della comandante delle Ypj.

Secondo Jomma Issa, la questione di un’offensiva militare di Ankara nel nord della Siria non riguarda “solo il popolo curdo o lo Stato turco” ma mette a repentaglio “valori internazionali, che stanno a cuore a tutta l’umanità”.

La comandante ha condannato la proposta di Recep Tayyip Erdogan di istituire una zona cuscinetto per i rifugiati siriani. Si tratterebbe, ha denunciato Jomma Issa, di “una sostanziale invasione del nostro territorio da parte di uno Stato che ha seminato sempre inimicizia tra i popoli”.

 

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8 Ottobre 2019
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