VIDEO | Michael Stipe al Maxxi: “Non avere paura del cambiamento”

L'ex leader dei Rem presenta il suo libro fotografico. Giovanna Melandri: "Un onore averlo qui"
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ROMA –  “Non bisogna avere paura del cambiamento. Anzi, è essenziale, fa parte della natura umana. È quello che ho provato a fare nel mio libro. È quello che stanno provando a fare oggi i giovani di tutto il mondo“. Parola di Michael Stipe, l’ex leader dei Rem, che questa mattina ha presentato a Roma, al Maxxi, il suo secondo libro fotografico ‘Our Interference Times: a visual record’, pubblicato da Damiani editore.









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Stipe ha scelto il Maxxi per l’anteprima europea del suo tour. “Lo ringrazio per essere qui- ha detto la presidente, Giovanna Melandri- Stipe, oltre a essere un fantastico musicista, è anche un grande artista visuale e mi piacerebbe poter programmare con lui una mostra”. In questo libro, creato insieme allo scrittore e artista Douglas Coupland, Stipe si interroga su come la cultura analogica, che rappresenta il nostro passato, interagisca con la cultura digitale, che domina il nostro presente. Le fotografie provengono dall’archivio di Stipe.

“Ho sempre combattuto per tradurre in parole, in canzoni, le immagini che ho in testa- ha detto Stipe- Le foto sono più dirette, contengono risposte che non vanno descritte“.

Presenti in sala, all’incontro con la stampa, anche alcuni esponenti di Extinction Rebellion, un movimento nato per evitare i cambiamenti climatici e minimizzare il rischio di estinzione umana. Stipe ha deciso di devolvere a loro, per un anno, i proventi del nuovo singolo. “Sono fiero di loro e dell’impegno che stanno mettendo. Siamo alle porte di un cambiamento generazionale, che collega gli adulti ai giovani. Non bisogna avere paura ma impegnarsi per le giuste cause”.

L’ex cantante dei Rem ha poi escluso una reunion della band e ha lanciato un appello rispetto all’uso dei social: “Amo la tecnologia ma non mi piace l’atteggiamento manipolatorio dei social. Ai miei amici dico di stare attenti. Aggiungo: se il presidente Trump non avesse Twitter sarebbe meglio“.

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