Caso Antoci, Fava: “Stupiti e delusi dalle sue parole”

Il presidente della commissione Antimafia dell'Assemblea regionale siciliana sulla relazione conclusiva dell'organismo parlamentare che ha chiuso l'indagine sull'attentato all'ex presidente del Parco dei Nebrodi
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PALERMO – “Siamo rimasti tutti abbastanza stupiti e un po’ delusi dalla reazione del signor Antoci. Ci saremmo aspettati parole di gratitudine e non parole come ‘vergognosa’ riferita al lavoro della commissione, la cui relazione contiene anche apprezzamenti nei confronti del suo lavoro”. Lo ha detto il presidente della commissione Antimafia dell’Assemblea regionale siciliana, Claudio Fava, nel corso di una conferenza stampa convocata sulla relazione conclusiva dell’organismo parlamentare che ha chiuso la sua indagine sull’attentato all’ex presidente del Parco dei Nebrodi.

LEGGI Caso Antoci, l’attentato mafioso è l’ipotesi meno plausibile

Fava – accompagnato in conferenza stampa dai consulenti della commissione Bruno Di Marco, ex presidente del Tribunale di Catania, e Tuccio Pappalardo, ex direttore nazionale della Dia – ha poi aggiunto: “La commissione ha concluso i suoi lavori dicendo che delle tre versioni la meno plausibile è quella dell’attentato mafioso con intenzioni omicidiarie. Da nessuna parte – ancora Fava – abbiamo scritto che la più plausibile è la messinscena. Noi diciamo che la prima è la meno probabile”.

COMMISSIONE NON HA LAVORATO SU ANONIMI

“Antoci parla con inesattezza di ‘anonimi’ e ‘dicerie’ a proposito del nostro lavoro ma questa commissione non ha letto, nè acquisito nè utilizzato alcun anonimo”, aggiunge Fava.

“Quello di Antoci è un giudizio ingeneroso – ha aggiunto Fava -. Dicerie? Sono stati utilizzati atti acquisiti dall’autorità giudiziaria e gli stenografici di 23 audizioni fatte, nessun ‘si dice’. La commissione ha raccolto dati e fatti oggettivi senza inseguire pregiudizi nè fantasmi”.

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8 Ottobre 2019
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