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Centrafrica, padre Gazzera: “Violenze sotto gli occhi dei caschi blu”

Fiammata di violenza dopo un periodo di tregua, cominciato con la visita di Papa Francesco nel novembre scorso
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Padre Aurelio GazzeraROMA – “Per lo meno rispetto allo scorso anno violenze e assassinii sono piu’ sporadici” scrive alla DIRE , missionario carmelitano in Repubblica Centrafricana da 1992.

Cinquantatre anni, cuneese, risponde alle domande inviate dopo l’uccisione nel Pk5, enclave a maggioranza musulmana nel cuore di Bangui, di un alto ufficiale delle Forze armate.

“L’assassinio di Marcel Mombeka ha innescato scontri a fuoco e rappresaglie” sottolinea padre Gazzera: “L’episodio e’ rivelatore del livello di fragilita’ della sicurezza e dell’impotenza del governo e dei caschi blu, che sono 12 mila ma si limitano a comunicati di ‘ferma condanna’”.

I combattimenti, sempre nel Pk5, si sono conclusi con un bilancio di almeno 11 morti. Una fiammata di violenza dopo un periodo di tregua, cominciato con la visita di Papa Francesco nel novembre scorso, la sua preghiera in moschea, gli appelli al dialogo e alla riconciliazione.

Nelle settimane scorse fonti sentite dalla DIRE a Bangui avevano riferito perfino dell’apertura di alcuni cantieri, a conferma della speranza di superare il conflitto culminato nel 2013 nella caduta del presidente Francois Bozize’ e nella presa del potere dei ribelli della Seleka. Nel febbraio scorso ci sono state elezioni, giudicate in modo positivo da Onu, Unione Africana e Unione Europea. Secondo padre Gazzera, pero’, il contesto resta difficile: “Cresce il malcontento popolare nei confronti del presidente Faustine-Archange Touadera e verso il governo, e anche le Forze armate non si sentono protette”. Il riferimento e’ anche al sequestro nel centro della capitale di sei poliziotti, rilasciati solo dopo qualche giorno, “probabilmente dietro pagamento di un riscatto”.

Nel resto della Repubblica Centrafricana la situazione non e’ migliore. Padre Gazzera racconta in particolare di Bozoum, la sua terra di missione, nel nord-ovest del Paese: “A 160 chilometri dalla citta’ un capo dei ribelli della Seleka ha creato un proprio feudo, sotto lo sguardo del governo e dei caschi blu della Minusca, che non hanno reagito”.

di Vincenzo Giardina, giornalista

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