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Stragi, Palazzo Chigi assume regia desecretazioni: i parenti delle vittime “soddisfatti”

I parenti delle vittime degli attentati trovano una 'sponda' che definiscono soddisfacente nel premier Mario Draghi
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Di Mattia Cecchini e Alfonso Raimo

BOLOGNA – Dopo settimane di polemiche per la nomina di Andrea De Pasquale a responsabile dell’Archivio di Stato, e dunque alla guida dell’organismo che gestisce la desecretazione delle carte su fatti di strage o terrorismo, i parenti delle vittime degli attentati trovano una ‘sponda’ che definiscono soddisfacente nel premier Mario Draghi.

Perchè nell’incontro avuto oggi con il presidente del Consiglio si sono sentiti dire che “assumerà lui la presidenza del comitato” per la desecretazione dei documenti ancora nei cassetti. “Non presiederà De Pasquale”, racconta Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980 a Bologna e dell’Unione vittime di stragi, al termine del faccia a faccia con Draghi. “Ma ovviamente verificheremo i fatti”.

E comunque l”offensiva’ contro la nomina di De Pasquale non si ferma: “Abbiamo fatto un accesso agli atti e verificheremo tutto; se troviamo qualcosa che non è regolare, chiederemo che sia esautorato completamente” dall’organismo che deve far uscire le carte dai cassetti. Intanto, Bolognesi e le altre associazioni lasciano Roma avendo ottenuto che l’incarico di governare l’organismo verrà affidato al capo di gabinetto della presidenza del Consiglio e il segretario generale di Palazzo Chigi. “Così com’è, per me De Pasquale quindi non ci sarà”, taglia corto Bolognesi, parlando alla ‘Dire’.

Dopo una visita all’Archivio Flamigni, Bolognesi si è seduto al tavolo con Draghi insieme alla stessa direttrice del ‘Flamigni’, Ilaria Moroni, a Manlio Milani, associazione Piazza Fontana e a Daria Bonfietti, che guida i parenti delle vittime di Ustica, per parlare del ‘nodo’ De Pasquale ma anche “di tutte le situazioni obbrobriose relative al processo di desecretazione” a partire dalla direttiva Renzi più volte messa nel mirino dalle associazioni dei familiari per le modalità con cui è stata attuata.

“Assieme a questo abbiamo spiegato perchè De Pasquale per noi non è la persona che può gestire un percorso così delicato come la desecretazione di certi documenti. Abbiamo detto che ci auguravamo potesse essere destituito. I detrattori dicono che lo attacchiamo perchè ha accolto il Fondo Rauti, ma il motivo vero sono le dichiarazioni che ha fatto e con cui ha esaltato Rauti”, specifica Bolognesi.

Ad ogni modo, il premier ha mandato un segnale. “De Pasquale forse non ci sarà” nemmeno nel comitato per la desecretazione, insiste e spera Bolognesi, e “l’importante era che non lo presiedesse lui”, dunque “di questo siamo soddisfatti”, conclude il presidente dei parenti delle vittime della strage alla stazione di Bologna.

Anche Daria Bonfietti, presidente dell’Associazione familiari della strage di Ustica, esprime soddisfazione per l’incontro di oggi a Palazzo Chigi tra il presidente del consiglio Mario Draghi e le Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana, di Piazza della Loggia, della Stazione di Bologna e di Ustica.

“E’ un oggettivo cambiamento di prospettiva. Nelle parole di Draghi c’è un input politico nuovo“, spiega alla Dire la presidente dell’Associazione familiari della strage di Ustica. Sarà il segretario generale di Palazzo Chigi Roberto Chieppa a presiedere il Comitato consultivo tra le Istituzioni e i rappresentanti della società civile. Il premier ha annunciato un primo stanziamento per garantirne l’operatività.
Draghi spazza via le resistenze che abbiamo riscontrato in altri momenti– commenta Daria Bonfietti- e finalmente la direttiva Renzi trova piena applicazione. In questi anni, non tutti hanno raccontato menzogne ma qualcuno lo ha fatto. E noi a distanza di tanti anni non sappiamo ancora chi ha abbattuto un aereo civile in tempo di pace”.

Il riferimento è ai troppi silenzi, quando non consapevoli falsità, che sono state veicolate in passato nel nome di “una fraintesa ragione di Stato. Ma lo Stato che vogliamo è lo Stato che non mente. In cui le Istituzioni sono trasparenti e possiamo sapere, ad esempio, qual e’ stato l’operato del ministro dei Trasporti il 27 giugno dell’80 e nei giorni successivi. Finora ci sono stati degli ostacoli. Oggi ci sembra di poter dire che il governo si impegna seriamente a rimuoverli”.

DRAGHI: MASSIMO IMPEGNO PER CHIAREZZA E GIUSTIZIA

“Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha incontrato oggi pomeriggio a Palazzo Chigi le Associazioni dei familiari delle vittime delle stragi di Piazza Fontana a Milano, di Piazza della Loggia a Brescia, della Stazione di Bologna e di Ustica. Il presidente Draghi ha annunciato che, nell’ottica di dare impulso alle attività di desecretazione, il comitato consultivo, istituito per consentire un confronto tra le istituzioni interessate e i rappresentanti della società civile e i familiari delle vittime di stragi, sarà coordinato direttamente dalla presidenza del Consiglio dei ministri, nella figura del segretario generale Roberto Chieppa“. Lo comunica palazzo Chigi.

Inoltre il presidente del Consiglio ha assicurato “il massimo impegno” per rispondere concretamente alla richiesta che le associazioni reiterano da anni: “Chiarezza e giustizia, quale contributo importante ai fini della ricostruzione di vicende drammatiche che hanno caratterizzato la recente storia del nostro Paese”.

Infine, palazzo Chigi sottolinea: “Si conferma la determinazione del governo a far sì che le amministrazioni diano piena e immediata attuazione alle direttive del 22 aprile 2014 e del 2 agosto 2021 che dispongono la declassifica ed il versamento straordinario anticipato, all’Archivio centrale dello Stato da parte di tutti i ministeri di documenti in loro possesso riguardanti le stragi in Italia tra il 1969 e il 1984 e di quelli concernenti l’Organizzazione Gladio e la Loggia massonica P2“.

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