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‘Lo scudo di Teia’, sui Monti Lattari rivive la battaglia fra Bizantini e Ostrogoti

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Palco per gli attori è stato Castrum Pini, ricordato come il primo insediamento di quello che poi più a valle sarebbe stato l'abitato di Pimonte
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NAPOLI – È andata in scena a Pimonte, comune dei Monti Lattari, ‘Lo scudo di Teia’, trasposizione teatrale della battaglia combattuta durante la Guerra gotica, nell’ottobre del 552, fra il generale dell’Impero Romano d’Oriente Narsete e il re degli Ostrogoti Teia. Palco per gli attori è stato Castrum Pini, avamposto di controllo della Repubblica di Amalfi, ricordato come il primo insediamento di quello che poi più a valle sarebbe stato l’abitato di Pimonte.

Il pubblico che lo scorso fine settimana ha assistito gratuitamente allo spettacolo è arrivato alla collinetta dove si erge la Chiesa di Santa Maria del Pino a bordo di jeep – messe a disposizione dalla protezione civile dei Monti Lattari e dall’associazione Climbing 4×4 club-Campania in fuoristrada, nell’ambito di un accordo con l’amministrazione comunale – lungo un tortuoso sentiero che si snoda tra boschi di querce e castagni, segnato da muretti a secco di antichi terrazzamenti, destinati a ospitare orti e vigne. L’evento ha rappresentato la prima iniziativa di un percorso di valorizzazione del sito e dell’intera area, peculiare per posizione, panorami e ecosistema.

“Abbiamo deciso di puntare sulla cultura e sull’arte investendo, con grande coraggio, nel progetto della rievocazione della battaglia dei Monti Lattari proprio sulla collina di Pino. Un evento storico e drammatico che – ricorda Lucia Somma, presidente del Consiglio comunale di Pimonte e promotrice dell’evento insieme al regista Gabriele Saurio – sancì la fine della guerra tra Goti e Bizantini. Grazie a un bando della Città metropolitana abbiamo avuto l’opportunità di realizzarla e, a giudicare dal successo di presenze e dall’unanime consenso della critica, si tratta di una scommessa vinta. Siamo solo all’inizio di un percorso di valorizzazione del Castrum Pini. Ripartire da qui vuol dire ripartire dalle nostre radici per guardare al futuro della città”. Soddisfatto per la riuscita dell’iniziativa anche il sindaco, Michele Palummo. “Non a caso – sottolinea – abbiamo scelto per la rappresentazione il primo nucleo abitativo di Pimonte. Per noi si tratta di un prezioso punto di partenza per rilancio culturale e turistico di Pimonte”.

Ad illustrare l’impegno di tutti i partecipanti il regista Gabriele Saurio, direttore della compagnia teatrale VocAzioni Creative che ha messo in scena lo spettacolo. “Sono stati giorni di durissimo lavoro che – dichiara – hanno coinvolto 19 attori e 50 figuranti per dare vita a questo spettacolo di prosa in un sito magico, sospeso tra cielo e terra. Abbiamo cercato di formare un giudizio critico in chi ha visto il nostro lavoro. Così combattiamo la desertificazione morale. Questa è una delle funzioni principali del teatro. Senza giudizio non c’è il presente, senza presente non c’è vita e senza vita non c’è teatro. E se un racconto non viene rappresentato il teatro non esisterebbe”.

Protagonista de ‘Lo scudo di Teia’, nel ruolo del re degli Ostrogoti richiamato nel titolo dello spettacolo, l’attore Ettore Nigro. “Un’esperienza faticosa, ma al tempo stesso magica che – sostiene – mi ha consentito di fare diverse riflessioni sul peso del potere e sulla responsabilità che ne consegue. Mi sono rifatto anche a una lettura in chiave moderna e ho cercato di rappresentare un guerriero europeo con il cuore da samurai. Se riuscissimo a coniugare il sapere occidentale con la saggezza orientale saremmo tutti ottimi imperatori. Abbiamo provato diverse cose in scena nel corso della preparazione del lavoro ma alla fine è stato il pubblico, particolarmente attento, a guidare – conclude Nigro – le nostre emozioni”.

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