Mangialardi attacca: “Nelle Marche spartizione Lega-Fdi, Acquaroli muto”

Il candidato del centrosinistra lancia l'allarme in particolare sulla Sanità e sul rischio di avere persone chiamate da fuori regione
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ANCONA – Si scaldano i toni della campagna elettorale nelle Marche. Dopo il botta e risposta a distanza, dei giorni scorsi, tra la leader di Fdi Giorgia Meloni e il commissario regionale del Carroccio Riccardo Marchetti sugli assessorati da assegnare in caso di vittoria del centrodestra, arriva l’affondo del candidato presidente del centrosinistra, Maurizio Mangialardi. “Lega e Fratelli d’Italia vogliono solo colonizzare e spartirsi le Marche mentre Acquaroli rimane muto- attacca Mangialardi-. Le destre sovraniste e populiste utilizzano le Marche per i loro giochi di potere e intendono spartirsi la Regione in caso di vittoria. Di fronte a questo scenario l’ipotesi di una colonizzazione della istituzioni regionali da parte di figure provenienti da fuori le Marche, come peraltro è già avvenuto in Umbria con l’assessorato alla Sanità assegnato al veneto Luca Coletto, è una concreta quanto nefasta prospettiva”.

Il rischio, secondo il sindaco di Senigallia, è quello di un’eccessiva privatizzazione della sanità marchigiana. “Le brame leghiste sulla sanità hanno un intento ben chiaro, che è quello di importare nelle Marche così come stanno facendo in Umbria, i modelli sanitari della Lombardia e del Veneto, dove la massiccia presenza del privato raggiunge rispettivamente il 40% e il 27%- conclude Mangialardi-. Tutto questo mentre un Acquaroli già fortemente indebolito e frastornato, prigioniero dei famelici appetiti romani e incapace di mantenere la barra sui temi marchigiani, si dimostra totalmente dipendente dalle segreterie romane dell’estrema destra”.

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