Congo, il Nobel Mukwege all’Italia: “Insieme per la pace”

Denis Mukwege, ginecologo premio Nobel per la pace, ha lanciato un appello a ripristinare la dignità" delle vittime dei crimini di guerra
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ROMA – “Ripristinare la dignità” delle vittime e “promuovere la pace” non sarà possibile in Congo senza che siano puniti i crimini di guerra attraverso l’istituzione di un tribunale internazionale: lo ha sottolineato Denis Mukwege, ginecologo premio Nobel per la pace, in una lettera aperta pubblicata in settimana. L’appello ha seguito un messaggio che gli era stato inviato dalla comunità congolese, dalla rivista Nigrizia e da altri “amici” italiani del Congo.

“La vostra voce è essenziale in questa lotta che intende ripristinare la dignità delle vittime e promuovere una pace duratura in questo Paese” ha risposto Mukwege. Il medico, insignito del Nobel nel 2018 per l’impegno di aiuto alle vittime dello stupro come arma di guerra, ha espresso “riconoscenza” anche a nome dell’ospedale della città di Bukavu dove lavora.

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“Vi incoraggio a una mobilitazione in occasione del decimo anniversario del Rapport Mapping” ha aggiunto Mukwege: “Sarà celebrata il primo ottobre con lo scopo di ottenere un tribunale penale internazionale per il Congo”. Il riferimento è a uno studio pubblicato dall’Onu nel 2010 che documenta violazioni dei diritti umani e crimini di guerra commessi dai gruppi armati tra il marzo 1993 e il giugno 2003. All’anniversario del primo ottobre accennavano anche i firmatari della lettera a Mukwege, ricordando che il medico è stato più volte minacciato di morte proprio per il suo appello alla creazione di un tribunale internazionale.

“Lei continua a onorare questo Paese attraverso la denuncia del sistema perverso che lo governa e che guida gli interessi internazionali per renderlo una terra di saccheggio” avevano scritto gli amici italiani. “Lei ha appena denunciato alla Commissione diritti umani del Parlamento europeo i massacri nella regione dei Grandi Laghi, che provocano in media otto omicidi ogni giorno; e ha anche avuto il coraggio di proporre la creazione di un tribunale penale internazionale per giudicare i gravi crimini commessi contro la popolazione civile e l’applicazione delle raccomandazioni del Rapport Mapping stilato da esperti delle Nazioni Unite”.

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