VIDEO | Regionali Campania, Caldoro: “De Luca il più contagiato, se ne frega della riapertura delle scuole”

Lo dichiara a Napoli il candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra durante la conferenza di presentazione del suo piano per il lavoro
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di Flavio Russo

NAPOLI – “È De Luca il più contagiato d’Italia, non la Campania”. Stefano Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra, commenta così i dati sui contagi da coronavirus che ieri hanno visto la Campania balzare al primo posto delle classifiche nazionali sulla diffusione dell’epidemia. “Una regione che non merita questa cattiva politica – ribadisce Caldoro -. Oggi noi abbiamo più contagi non per colpa dei campani, ma per colpa di De Luca. Non ha fatto i tamponi, non fa prevenzione ed è totalmente incapace di governare la situazione. Altrimenti – continua nel suo attacco a De Luca l’ex governatore – non si spiega come è stato possibile doppiare la Lombardia per numero di contagi. Il giudizio – chiosa – è chiaro, sono stati commessi degli errori”.

CALDORO: “DE LUCA SE NE FREGA DELLA RIAPERTURA DELLE SCUOLE”


“Azzolina e De Luca li definisco i gemelle del caos: lei è una incapace, De Luca invece se ne frega totalmente”. Così Stefano Caldoro, candidato alla presidenza della Regione Campania per il centrodestra, durante la conferenza di presentazione del suo piano per il lavoro. “Con le scuole paritarie aperte e quelle pubbliche chiuse – continua Caldoro – hanno creato una nuova disparità. Hanno impedito l’apertura della scuola”. “Non hanno parlato con le famiglie – conclude l’ex governatore – non hanno parlato con il personale della scuola e oggi ci comunicano che la scuola verrà, guarda caso, riaperta dopo le elezioni”.

REDDITO CONOSCENZA CONTRO FUGA CERVELLI

Un importante piano per il rilancio del Sud quello presentato questa mattina a Napoli dal candidato presidente del centrodestra alla Regione Campania, Stefano Caldoro, nella sede del suo comitato elettorale. “100mila posti di lavoro per la Campania, attraverso decontribuzione, abbassamento delle aliquote e delle tasse e investimenti sulle imprese”. Spiega così il suo programma per il lavoro l’ex governatore che parla di “numeri prudenti”, assicura, “studiati a tavolino con esperti del mondo del lavoro”. I soldi arriverebbero attraverso l’ondata di denaro che l’Europa metterà in gioco con il Recovery Fund: 300 miliardi, di cui 100 da investire in politiche del lavoro e fiscalità e la restante parte costituita da garanzie statali per fornire liquidità alle imprese. “Un’attenzione particolare a chi i posti di lavoro li produce – racconta Caldoro – in primis donne e giovani”. Tanti soldi alle aziende, anche attraverso tagli consistenti al costo del lavoro, con un’integrazione del bonus assunzioni nazionale e contributi azzerati per 36 mesi per i redditi fino a 25mila euro.

“Abbatteremo le tasse, con l’azzeramento delle addizionali regionali”, rilancia il candidato governatore, con la proposta di un anno bianco per le imposte, il 2020, e tagli di almeno il 50% per il 2021. E ancora annullamento del bollo auto, ampio ricorso alle autocertificazioni per azzerare la burocrazia e un ammortamento al 100% del valore per i nuovi investimenti nel periodo 2020/2021. Caldoro lancia anche l’idea di un “reddito di conoscenza” per combattere la fuga dei cervelli dalla Campania, attraverso finanziamenti per i dottorati di ricerca, sia in azienda che nelle università, e un bonus annuo di 10mila euro per tre anni, in caso di assunzione dei dottori di ricerca e manager dell’innovazione da parte delle imprese. E poi il potenziamento di Industria 4.0 con un piano ad hoc per la sua regione, ‘Campania 4.0’, che prevederebbe l’integrazione del credito di imposta all’80% delle spese in ricerca industriale e innovazione. Infine una regia comune delle regioni meridionali per rilanciare le grandi opere, “per ribadire la centralità del sud nella gestione delle nostre infrastrutture e abbattere le pastoie burocratiche che le bloccano”.

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8 Settembre 2020
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