ROMA – La Città metropolitana di Roma ha chiuso con esito favorevole la pratica che consente di tagliare alberi su 6,66 ettari di castagneto nei terreni della Molara. “L’intervento forestale previsto in località Molara, nel Comune di Grottaferrata, consiste in un taglio intercalare di un bosco ceduo matricinato di castagno. Si tratta di un’operazione selvicolturale finalizzata a migliorare lo sviluppo del bosco attraverso il diradamento dei polloni in soprannumero presenti sulle ceppaie, favorendo così la crescita e la stabilità di quelli destinati a rimanere”, spiega, in un comunicato, il Parco dei Castelli Romani.
“Il nulla osta dell’Ente Parco è stato rilasciato nel mese di luglio, a conclusione delle verifiche che hanno accertato la conformità dell’intervento alle norme di tutela ambientale e ai criteri di gestione del patrimonio forestale previsti dall’art. 28 della L.R. 29/1997, nonché alla disciplina forestale regionale di cui alla L.R. 39/2002 e al R.R. 7/2005.
L’intervento interesserà esclusivamente i polloni di castagno appartenenti al turno colturale. Per ogni ceppaia dovranno essere mantenuti mediamente tre polloni e non potranno essere abbattute le matricine di castagno né quelle delle altre specie arboree presenti. Le piante oggetto di intervento saranno preventivamente contrassegnate secondo le consuetudini forestali locali, consentendo così la verifica puntuale della corretta esecuzione dei lavori”, spiega.
“L’area interessata ha un’estensione di 6,66 ettari, nel pieno rispetto di quanto previsto dall’art. 39, comma 1, del Regolamento Regionale n. 7/2005, che stabilisce come gli interventi intercalari nei boschi cedui possano essere effettuati in qualsiasi periodo dell’anno e senza limiti di estensione della superficie interessata. È importante evidenziare che questo tipo di intervento non può essere assimilato a un taglio di utilizzazione di fine turno. I tagli intercalari hanno infatti finalità di cura e miglioramento del soprassuolo forestale, mentre le utilizzazioni di fine turno perseguono obiettivi produttivi e colturali diversi. Si tratta pertanto di interventi profondamente differenti per finalità, modalità operative ed effetti sul bosco”, conclude il Parco dei Castelli Romani.




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