sabato 18 Luglio 2026

Caso Satnam Singh: condannato a 16 anni Antonello Lovato

I giudici hanno riconosciuto l’imputato colpevole di omicidio volontario

ROMA – A poco più di due anni è arrivato il verdetto per la morte di Satnam Singh, il bracciante indiano di 31 anni diventato il simbolo della lotta al caporalato e allo sfruttamento nei campi. La Corte d’Assise di Latina ha condannato l’imprenditore agricolo Antonello Lovato a 16 anni di reclusione. I giudici hanno riconosciuto l’imputato colpevole di omicidio volontario con dolo eventuale.

SATNAM SINGH, LIBERA: CONDANNA AFFERMA VALORE DIGNITÀ LAVORO

“La condanna per la morte di Satnam Singh restituisce forza al principio secondo cui la vita di chi lavora non può essere trattata come merce usa e getta sacrificabile al profitto e chi schiavizza le persone calpestando la dignità di un altro essere umano non può rimanere impunito. La nostra fame di giustizia non si esaurisce in un’aula di Tribunale: l’indignazione per la morte di Satnam deve trasformarsi in impegno concreto da parte delle Istituzioni nella lotta al caporalato e allo sfruttamento nella filiera agroalimentare in direzione della valorizzazione delle aziende sane e nell’affermazione dei diritti per le lavoratrici e i lavoratori. Deve essere l’inizio di un radicale cambio di passo. Non più tavoli, non più promesse, non più passerelle. Servono leggi applicate, controlli continui, ispettorati che non siano gusci vuoti, aziende che rispondano penalmente quando lucrano sullo sfruttamento. Serve abolire la legge Bossi Fini che favorisce esclusione e marginalità di migliaia di persone dalla garanzia di diritti e dignità. Pretendiamo che la politica smetta di girarsi dall’altra parte. Pretendiamo che lo Stato sia presente dove oggi è assente: nei campi, nei ghetti, nelle baraccopoli, nei luoghi dove la dignità umana viene calpestata ogni giorno. Non possiamo più assistere a quel naufragio di umanità che ferisce la stessa idea di democrazia. Solo così la memoria di Satman potrà trasformarsi in seme di impegno e corresponsabilità per la giustizia sociale”. Così in una nota Gianpiero Cioffredi, ufficio di presidenza di Libera e Anna Lisa Di Prospero referente del presidio Libera di Latina commentano la sentenza di primo grado per la morte di Satnam Singh.

M5S: SENTENZA CHE RENDE GIUSTIZIA A LUI E SUA FAMIGLIA, BASTA SFRUTTAMENTO

“Accogliamo con favore la sentenza per la morte di Satnam Singh. Nessun pronunciamento potrà restituire Satnam all’affetto della sua famiglia, ma quella della Corte d’assise del Tribunale di Latina è una decisione che rende finalmente giustizia a un uomo vittima di uno sfruttamento disumano e di una catena di illegalità senza giustificazioni. Tale vicenda ha scosso le coscienze del nostro Paese e deve assolutamente rappresentare un punto di svolta nella lotta al caporalato. L’indignazione e il cordoglio non bastano più: servono interventi concreti e immediati, dal potenziamento della legge varata nel 2016 all’introduzione del reato di omicidio sul lavoro, affinché chi trae profitto da condizioni di sfruttamento che portano finanche alla morte di una persona risponda delle proprie responsabilità. Solo così si potrà dare un segnale forte impedendo che tragedie come quella di Satnam, o come il più recente caso di Amendolara, si ripetano ancora”. Lo affermano in una nota i parlamentari del M5S nelle commissioni Lavoro di Camera e Senato.

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