lunedì 20 Luglio 2026

Roma combatte il caldo con un albero bioclimatico: fino a 10°C in meno senza elettricità

Il Campidoglio ne sta valutando l’installazione in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini

ROMA – Un “condizionatore naturale” a costo zero di energia per dare tregua a una delle piazze più roventi e cementificate di Roma. Il Campidoglio sta valutando l’installazione in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini, del primo “albero bioclimatico” d’Italia. Si tratta di una struttura hi-tech da 500 mila euro che, sfruttando l’evaporazione dell’acqua attraverso un cilindro di laterizio riciclato, promette di abbassare la temperatura dell’aria fino a 10 gradi senza consumare un solo watt di elettricità.

COME FUNZIONA

Alla base del progetto c’è il raffrescamento adiabatico, un fenomeno fisico noto da secoli: quando l’acqua evapora, sottrae calore all’aria circostante e ne abbassa la temperatura, senza motori né compressori. Il cuore della struttura è un cilindro di laterizio riciclato, tenuto costantemente bagnato. L’aria calda lo attraversa, l’acqua evapora assorbendo calore, e il flusso così raffreddato viene indirizzato verso il basso: risultato, la temperatura della piazza scende di circa 10 gradi rispetto alle zone limitrofe.

UN PRINCIPIO ANTICO

Non è una tecnologia nuova, ma un adattamento moderno di un’idea antichissima. Già nell’antico Egitto le abitazioni di nobili e faraoni sfruttavano pareti alte con aperture strette poste in cima: l’aria calda entrava da lì e, scendendo, si raffreddava naturalmente prima di arrivare alle stanze. Lo stesso principio si ritrova nella Fortezza della Zisa a Palermo, residenza estiva dei re normanni di Sicilia e di Federico II di Svevia, dotata di un sofisticato sistema di ventilazione interna.

CHI FIRMA IL PROGETTO

L’iniziativa porta la firma di Wittfrida Mitterer, architetta e direttrice del master in Bioarchitettura della Lumsa Master School, sviluppata insieme allo studio di architettura Haas Cook Zemmrich di Stoccarda e alla società di ingegneria climatica Transsolar. In occasione del Giubileo, l’ateneo ha donato il progetto al Campidoglio, che lo ha inserito nel masterplan di riqualificazione di piazza dei Cinquecento.

LE REAZIONI

L’assessora all’Ambiente di Roma Capitale, Sabrina Alfonsi, ha parlato di un progetto “innovativo e accattivante”, sottolineandone le potenzialità di fronte al surriscaldamento globale. Alfonsi ha precisato che sono in corso gli approfondimenti tecnici ed economici necessari a sostenere l’investimento, stimato in circa 500mila euro. Sulla stessa linea Christian Rocchi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma e provincia, secondo cui l’iniziativa dimostra come la tecnologia sia ormai “uno strumento imprescindibile” per rendere più sostenibili i progetti urbani, e come soluzioni simili andrebbero integrate fin dalle prime fasi di ogni riqualificazione, non aggiunte in un secondo momento.

NON SOLO ROMA

Il tema dell’isola di calore non riguarda solo la Capitale. Il progetto di ricerca Mirificus, promosso da Ispra e Cnr, ha calcolato attraverso simulazioni condotte a Roma e Firenze che pavimentazioni permeabili e nuova vegetazione possono abbassare la temperatura urbana fino a 4 gradi nelle ore più calde. Risultati simili sono stati registrati a Medellín, in Colombia, dove i corridoi verdi cittadini hanno portato a un calo medio di 2 gradi. Prima di eventuali lavori, il Campidoglio dovrà completare le verifiche tecniche ed economiche in corso: solo allora si saprà se piazza dei Cinquecento diventerà la prima piazza della Capitale con un condizionatore naturale, senza cavi né emissioni.

Leggi anche