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Il ddl Zan appeso al voto di 11 senatori, mercoledì il giorno decisivo

alessandro zan
Martedì l'iter del disegno di legge si aprirà con il voto sulle pregiudiziali di costituzionalità, poi la discussione generale e infine il giorno successivo si potrebbe iniziare con il voto sugli articoli
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ROMA – È di undici voti il margine che divide il fronte dei senatori contrari al ddl Zan da quello favorevole. Per questo alla prova dell’aula la prossima settimana saranno decisivi i 17 senatori di Italia viva.

La pietra di paragone è la votazione che c’è stata martedì scorso sul calendario di palazzo Madama. Dopo aver fissato l’approdo per martedì 13 luglio, il centrodestra ha chiesto il rinvio di un’altra settimana. La proposta è stata votata da 134 senatori e respinta da 145. Nei 134 ci sono i senatori di Fi, Lega e Fdi.

Lo stesso schieramento si manifesterà martedì, quando l’iter del ddl Zan si aprirà nell’emiciclo con un altro voto, quello sulle pregiudiziali di costituzionalità. A meno di sorprese la questione di costituzionalità dovrebbe essere respinta, perché Italia viva ha già votato il testo alla Camera e difficilmente potrebbe dichiarare incostituzionale un testo che ha votato. Ma anche su questa votazione pesa un’incognita ed è quella che Matteo Renzi va ripetendo da giorni, da ultimo oggi all’Huffington Post. “Molti nel Pd sono in dissenso ma non lo dicono“. Tradotto: dal Pd potrebbero mancare voti pesanti nei 145 ‘favorevoli’ al ddl Zan.

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Il voto sulle pregiudiziali è tuttavia un voto palese. Chi volesse votare in dissenso non può contare sull’anonimato. Le assenze, che sono la vera incognita del voto di martedì, sarebbero comunque un modo manifesto di testimoniare la propria contrarietà. Anche perché sono i segretari che decidono chi sarà ricandidato alle prossime elezioni. Per questo è improbabile che le pregiudiziali siano accolte.

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Il vero banco di prova è il voto segreto, che sul ddl Zan può essere richiesto in ogni momento del suo cammino parlamentare. Si tratta, infatti, di una tematica che attiene i diritti della persona. A tal fine da regolamento bastano ‘venti Senatori o uno o più Presidenti di Gruppi che, separatamente o congiuntamente, risultino di almeno pari consistenza numerica’.

Ma quando inizieranno le votazioni?

Dipende dalla scadenza dei decreti che sono incardinati al Senato e dal termine per la presentazione degli emendamenti. Martedì la conferenza dei capigruppo deciderà su entrambe le questioni. È probabile che dopo il voto sulle pregiudiziali di martedì inizi la discussione generale, che questa venga subito sospesa e si passi poi a votare il decreto sostegni bis che scade il 24 luglio (l’altro dl in scadenza, il semplificazioni, può attendere fino al giorno 30). Dopo le pregiudiziali e la discussione generale, le votazioni sul ddl Zan inizierebbero quindi mercoledì pomeriggio col voto sugli articoli.

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In questo caso, per decretare la modifica del disegno di legge devono convergere i voti di Italia Viva e quelli del centrodestra. Questo può accadere, evidentemente, sugli emendamenti che Italia viva deciderà di presentare. A quel punto i 134 del centrodestra, con i 17 di Iv sarebbero maggioranza rispetto ai 145 pro Zan. A pesare, inoltre, almeno dieci voti in dissenso, secondo i calcoli di queste ore. I franchi tiratori dovrebbero essere 5-6 nel Pd e 5-6 nel M5s.

Tutto questo nel caso in cui, come sembra probabile, Enrico Letta continui a respingere gli inviti al dialogo e tiri dritto verso il voto. Un’ultima verifica in questo senso ci sarà martedì mattina al tavolo ‘politico’ presieduto dal presidente della commissione Andrea Ostellari.

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