Gli articoli della Dire non sono interrotti dalla pubblicità. Buona lettura!

Haiti, 4 sospettati dell’assassinio del presidente Moïse uccisi dalle forze dell’ordine

Il capo della Polizia del Paese ha annunciato che altre due persone sono state arrestate e "continuerà la caccia ai responsabili, che verranno arrestati o fermati negli scontri a fuoco"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Ad Haiti almeno quattro persone sospettate di aver preso parte all’assalto nel quale è stato assassinato il presidente Jovenel Moïse sono state uccise da agenti delle forze dell’ordine, mentre altre due sono state arrestate. A darne notizia è stato il capo della polizia del Paese, Léon Charles. Parlando con i cronisti nel corso di una conferenza stampa che ha visto anche la presenza del primo ministro ad interim, Claude Joseph, Charles ha reso noto che degli agenti ieri “hanno ingaggiato una battaglia” con altri soggetti presumibilmente coinvolti nell’omicidio di martedì notte che si erano rifugiati a Pelerin, il quartiere di Port-au-Prince dove abitava il presidente.

LEGGI ANCHE: Haiti, il presidente Jovenel Moïse assassinato in casa. Ferita la moglie

HAITI IN STATO D’ASSEDIO

Il capo della polizia, si legge sul quotidiano locale Le Nouvelliste, ha detto che le forze dell’ordine “continueranno a dare la caccia ai responsabili” e che questi ultimi “o verranno arrestati” o “fermati negli scontri a fuoco”. A circa 24 ore dalla morte del capo di Stato la situazione nel Paese è descritta da media concordanti come tesa. Il ministro delle Comunicazioni, Pradel Henriquez, ha ribadito che nel Paese è in vigore lo stato di assedio e che questo implica “coprifuoco” e “limitazione alla libertà di stampa”. Henriquez ha infatti sostenuto che informazioni “che stanno circolando sui social media non sono utili rispetto a quello che sta succedendo” sull’isola.

IL GIALLO SULLE CONDIZIONI DELLA MOGLIE DEL PRESIDENTE

Sempre ieri il premier ha detto che la moglie del presidente, Martine Moïse, rimasta gravemente ferita nell’attentato, è “fuori pericolo” e ricoverata in un ospedale della Florida. Fonti dell’ospedale di Miami dove è stata trasferita, rilanciate dall’emittente Cnn, hanno riferito invece di “condizioni critiche”. Ancora ignota l’identità degli autori dell’omicidio, giunto al culmine di una crisi politica e di mesi di tensioni e violenze. Nelle prime ore dopo la morte del presidente era circolata la notizia che alcuni autori dell’omicidio parlassero spagnolo. Secondo Henriquez, informazioni indicherebbero invece che diversi membri del commando fossero haitiani. Secondo l’ambasciatore del Paese negli Stati Uniti, Bocchit Edmond, i responsabili sarebbero invece “mercenari stranieri addestrati” che sono entrati nella residenza di Moïse “travestiti” da agenti della Drug Enforcement Administration americana (Dea).

Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DiRE» e l’indirizzo «www.dire.it»

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Agenzia DIRE - Iscritta al Tribunale di Roma – sezione stampa – al n.341/88 del 08/06/1988 Editore: Com.e – Comunicazione&Editoria srl Corso d’Italia, 38a 00198 Roma – C.F. 08252061000 Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»