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Rebecchini (Acer): “Negli ultimi 5 anni il settore dell’edilizia ha subito molto”

Incontrati i candidati: "Abbiamo rappresentato le nostre soluzioni per la ripresa"
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ROMA – “Abbiamo incontrato tutti e tre i candidati che sfideranno Raggi e a tutti e tre abbiamo rappresentato noi quelle che sono le soluzioni alle varie patologie di questa città nell’ambito del nostro settore. Loro in questo momento stanno iniziando a esprimersi, se le stanno guardando e ci auguriamo che quanto prima riusciremo a fare un confronto allargato in cui ci vengano a dare quelle che sono le loro indicazioni. Roma necessita di una ripresa molto consistente che ci auguriamo possa essere recepita dai candidati”. Lo ha detto il presidente dell’Acer, Nicolò Rebecchini, intervistato dall’agenzia Dire all’indomani degli incontri dell’Associazione con i candidati a sindaco di Roma alle prossime elezioni comunali.

– Quali sono le richieste dell’Acer al prossimo sindaco per far ripartire la Capitale all’indomani della pandemia?

“Le richieste sono tante, però alla fine si possono condensare in due parole: pubblica amministrazione. Oggi- ha spiegato Rebecchini- la pubblica amministrazione deve essere governata e deve essere resa efficiente, deve dare risposte certe, univoche e veloci. Fintanto che questo non avviene, fintanto che non si arriva ad avere risposte in pochi giorni lavorativi per una banalissima pratica, come avviene in altre città d’Italia, Roma non potrà mai essere competitiva. Chiediamo questo al sindaco, non chiediamo tanto: all’interno delle regole, all’interno delle certezze devono essere date risposte certe e veloci ai cittadini, alle imprese e al sistema produttivo”. 

REBECCHINI: “NEGLI ULTIMI 5 ANNI IL SETTORE DELL’EDILIZIA HA SUBITO MOLTO”

“Un bilancio sulla consiliatura che sta terminando? Sicuramente il nostro settore negli ultimi cinque anni ha subito, non posso dire assolutamente che sia migliorato. Purtroppo sono i numeri che mettono in evidenza quello che io sto dicendo: di convenzioni urbanistiche se ne sono fatte poche o nulla e i permessi di costruire si sono molto ridotti rispetto al numero dei precedenti anni. È una tendenza che da qualche anno già si intravedeva, ultimamente purtroppo questi numeri sono andati peggiorando ed è per questo che parlo dell’importanza del rapporto con la pubblica amministrazione: non ci si può avvicinare a un problema di natura ideologica, e quindi politico, non volendo investire in un determinato settore, è una mancanza a livello di pubblica amministrazione”, ha spiegato il presidente dell’Acer.

Per Rebecchini “la politica deve governare la pubblica amministrazione: lì dove le scelte sono state fatte bisogna poi portare avanti le iniziative, perché se queste vengono rallentate la città frena, muore. Faccio un esempio: quando parlo di numeri non è solo un fatto di rifiuti, di Atac e quindi di servizi ai cittadini; le grandi aziende su Roma non stanno investendo, la cartina di tornasole che dimostra che Roma riparte sono gli investimenti che atterreranno, ma affinché questo avvenga è necessaria una politica forte e un’amministrazione efficiente che sappia governare i processi. Se questo non c’è difficilmente si può pensare di ripartire, e oggi purtroppo stiamo ancora subendo una fase di depressione”, ha concluso il presidente dell’Acer.

REBECCHINI (ACER): “EDILIZIA TRAINO, MA GOVERNO AGISCA SU DL SEMPLIFICAZIONI

 “L’economia cittadina è sempre stata molto influenzata dal nostro settore, fino a una quindicina o decina d’anni fa addirittura avevamo circa il 30-32% del Pil, poi la crisi generale del settore e la crisi globale del sistema Italia hanno fatto scendere questo questo numero. Tuttavia il settore dell’edilizia a Roma è una delle industrie trainanti e questo lo stanno dimostrando anche i dati e i numeri che leggiamo tutti i giorni, persino in questo momento: c’è una fortissima ripresa delle ore lavorate in Cassa edile, addirittura siamo ritornati a dei livelli superiori al pre-pandemia, e un’altra dimostrazione è come il settore industriale non riesca ad assolvere agli impegni che esso assume nell’ambito delle forniture dei prodotti lavorati. Noi l’abbiamo sempre detto, anche se purtroppo siamo stati poco ascoltati, investire e fare infrastrutture significa far ripartire il Paese, in particolare far ripartire la nostra Capitale. Quando noi lavoriamo abbiamo un ciclo che coinvolge circa il 90% del sistema produttivo nazionale. Questo si inizia a sentire e si inizia a sentire anche nella nostra città”, ha dichiarato Rebecchini, parlando del ruolo del settore dell’edilizia nel rilancio dell’economia cittadina.

In tutto questo può giocare un ruolo decisivo il decreto Semplificazioni bis, in arrivo in Parlamento, ma solo con un intervento sostanziale del Governo: “Il decreto Semplificazioni bis mostra le corde di una norma che non ha aiutato e non ha permesso di arrivare agli obiettivi prefissati; non si fanno due decreti Semplificazioni se a monte non ci sono problemi sostanziali. Allora- ha spiegato Rebecchini- la prima domanda che ci facciamo è: perché si fanno semplificazioni solo per le opere del Pnrr? Ci sono tantissimi investimenti e tantissime iniziative pubbliche e private che necessitano di snellimenti procedurali che sarebbero propri e insiti all’interno del decreto Semplificazioni ma qui valgono solo per le opere del Pnrr. Su questo facciamo un appello diretto al Governo affinché queste misure possano essere considerate indipendentemente dalle opere del Pnrr”.

All’interno del dl, ha sottolineato ancora il presidente dell’Acer, “c’è anche una semplificazione per migliorare i contenuti del Superbonus, o meglio di quello che è l’Ecobonus in particolare sui condomini. Questo è importante, il Governo si è reso conto che l’iniziativa dell’Ecobonus sui condomini non è riuscita ancora a partire con la forza che ci si era prefissi un anno fa. Purtroppo è passato un anno e per questo motivo si chiede minimo una proroga di un altro anno su questa misura, perché a oggi si contano sulle dita di una mano quelli che sono realmente partiti”.

Il decreto Semplificazioni, ha ribadito Rebecchini alla Dire, “agevola le modalità e pertanto ci auguriamo che il Governo possa prorogare la misura dell’Ecobonus almeno di un altro anno. Non solo, noi ci auguriamo che dopo la fine del 2021 venga prorogato anche il cosiddetto bonus sull’edilizia, che interviene su quella che è la vera rigenerazione urbana, la vera trasformazione ambientale del patrimonio edilizio. A oggi fino al 31 dicembre vengono dati fino a 96mila euro a famiglia per permettere la demolizione e ricostruzione e avere immobili non più energivori e soprattutto non sismici. Credo che questo sia qualcosa di fortemente impattante su quello che è il concetto di fare un’edilizia green e sul mettere in condizione il patrimonio edilizio di essere molto più sostenibile rispetto a quello che abbiamo oggi, per cui ci auguriamo un’attenzione particolare anche su questa misura”.

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