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La bufala sul grano Divella 100% italiano, l’ad sbotta: “Stop ai post diffamatori”

Sui social un post con la foto di un pacco di pasta Divella integrale messa accanto a un articolo in cui Vincenzo Divella afferma che la guerra fra Russia e Ucraina stia mettendo in crisi il fabbisogno italiano di grano

08/06/2022
post-fake news divella grano

BARI – “Un post diffamatorio gira da mesi sui social, lo stesso post è stato più volte smentito. Eppure, si continua a perpetrare un autentico e spregevole attacco privo di fondamento verso la nostra azienda”. Lo dichiara Domenico Divella, membro del cda dell’azienda di Rutigliano (Bari) in merito a un post che mette in dubbio la provenienza del grano utilizzato per la produzione di pasta e biscotti.

Il post sui social è corredato da una foto di un pacco di pasta Divella integrale con la dicitura “100% grano italiano” messa accanto a un articolo in cui uno dei due amministratori delegati Vincenzo Divella afferma che la guerra fra Russia e Ucraina stia mettendo in crisi il fabbisogno italiano di grano tenero per pasticceria e panificazione e non solo.

“Una bufala che ha fatto in pochi minuti il giro di social e chat, danneggiando gravemente la serietà dello storico marchio italiano”, spiega la nota della società in cui si evidenzia che “il post diffamatorio continua a circolare”. “La pasta – sottolinea l’imprenditore – riportata nei post diffamatori è la nostra linea integrale prodotta interamente con grano duro 100% italiano, mentre nell’articolo di Repubblica il Vincenzo Divella si preoccupava giustamente del grano tenero per panificazione e pasticceria bloccato dal conflitto fra Russia e Ucraina non solo per la Divella”. “Chiunque, prima di partire con un’azione diffamatoria di tale portata, avrebbe potuto quantomeno contattare la nostra azienda e documentarsi a riguardo, per non incappare nella diffamazione – prosegue – È evidente la volontà di colpire e danneggiare un marchio storico del Sud”.

La società fa sapere che “ulteriori pubblicazioni del post in questione verranno perseguite legalmente, essendo diffamatorie per lo storico marchio pugliese”.

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2022-06-08T12:17:55+02:00