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Ex Ilva, da consiglio di fabbrica 7 punti programmativi e ‘no’ ai licenziamenti

Previsto domani uno sciopero di 24 ore indetto per tutto il gruppo ex Ilva, compreso il mondo dell'appalto
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BARI – Sono sette i punti programmatici elaborati dai componenti del consiglio di fabbrica che questa mattina si e’ svolto all’interno del siderurgico di Taranto. Le sigle dei metalmeccanici hanno “deciso di costruire una piattaforma con cui caratterizzare le prossime iniziative di mobilitazione, a partire dallo sciopero di 24 ore di domani indetto per tutto il gruppo ex Ilva, compreso il mondo dell’appalto”.

Nel verbale si legge il netto “no” ai licenziamenti evidenziando che “l’accordo del 6 settembre 2018 prevede zero esuberi e la tutela dei lavoratori di Ilva in Amministrazione straordinaria attraverso la clausola di salvaguardia occupazionale”; che e’ necessario prevedere una “integrazione salariale e rotazione equa con la ripartenza delle manutenzioni e degli impianti attualmente fermi”; “la ripresa delle attivita’ previste dal piano ambientale e interventi manutentivi necessari a ricollocare gli stessi lavoratori del mondo dell’appalto”; “l’innovazione tecnologica e completamento del piano ambientale; l’introduzione della Valutazione di impatto sanitario preventivo”; l’adozione di un “provvedimento speciale per Taranto” con “misure specifiche per la tutela dei lavoratori” e, infine, “maggiore coinvolgimento delle istituzioni locali e delle parte sociali sul fronte degli investimenti previsti dal Cis necessari a far ripartire un’economia diversificata e che dia nuove possibilita’ di lavoro in un territorio particolarmente provato dal punto di vista occupazionale”. Fiom, Fim e Uilm domani ribadiranno il “no” ad “avviare una trattativa con un interlocutore che si e’ mostrato irrispettoso, oltre che inaffidabile, verso i lavoratori e la comunita’ in spregio agli accordi sottoscritti”.

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Il consiglio di fabbrica tornera’ a riunirsi mercoledi’ prossimo dopo quanto accadra’ domani con il ministro per lo Sviluppo economico “per assumere iniziative di mobilitazione affinche’ sia chiaro al governo che qualora non assumera’ una posizione chiara rispetto al futuro di migliaia di lavoratori il sindacato non restera’ a guardare”.

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