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Tre posti alle femmine, sette ai maschi: bufera sul liceo romano ‘Talete’. Pugliese: “Azzolina intervenga”

L'assessora al turismo e alle pari opportunità della Regione Lazio, Giovanna Pugliese, chiede l'intervento del ministro

Pubblicato:08-06-2020 13:11
Ultimo aggiornamento:17-12-2020 18:27
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ROMA – L’accesso all’indirizzo ‘matematico’ del liceo scientifico ‘Talete’ di Roma avverrà sulla base di una rigida ‘percentuale di genere’: 17 maschi e 8 femmine. E’ questa la decisione del famoso istituto nel quartiere romano di Prati che sta sollevando un aspro dibattito in queste ore. Alla base della scelta di destinare quote prestabilite per l’accesso al percorso ‘di eccellenza’ del liceo, spiega l’istituto, l’impossibilità di fare i test di accesso e la differenza tra maschi e femmine che hanno fatto domanda d’iscrizione.

PUGLIESE: AZZOLINA INTERVENGA SU CASO LICEO TALETE

“La vicenda che sta investendo il Liceo Talete di Roma in queste ore ha dell’incredibile. Un caso di discriminazione che rafforza un pregiudizio latente cioe’ che le materie scientifiche non siano adatte alle ragazze. Il problema di accesso ai percorsi scientifici da parte delle studentesse e’ un tema che va affrontato, rimuovendo ostacoli e pregiudizi”. Lo scrive in un post su facebook l’assessore al Turismo e Pari Opportunita’ della Regione Lazio Giovanna Pugliese.


“È inammissibile che nel 2020 possa accadere quanto accaduto, per di piu’ all’interno del mondo scolastico che dovrebbe promuovere in prima linea la parita’, la lotta agli stereotipi e alle discriminazioni e per questo spero che, come annunciato, la Ministra Azzolina intervenga e risolva la situazione. Se, come alcuni stanno affermando in queste ore, le domande di ammissione presentate al Talete dalle ragazze sono nettamente meno numerose di quelle presentate dai ragazzi, e’ bene ricordare che quello che conta e’ comunque il merito. In questi ultimi decenni le donne hanno fatto ingresso nelle facolta’ scientifiche con successo rompendo il monopolio maschile anche in molte professioni un tempo praticamente inaccessibili. Le scienziate che solo in questi mesi di pandemia hanno lasciato il segno sono state innumerevoli, basti pensare che sono donne le ricercatrici che all’ospedale Spallanzani di Roma hanno per prime isolato il virus, ma evidentemente nemmeno questo basta. Una cosa voglio dirla proprio alle ragazze, alle studentesse: non lasciate che nessuno vi rinchiuda in una percentuale minoritaria, che vi dica cosa e’ adatto o non adatto a voi, cosa vi si addice. Il mondo e’ vostro. Prendetevelo”.

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