VIDEO | Minneapolis promette di sciogliere Polizia, a Ny si tratta

Continuano le proteste in America e nel mondo dopo l'uccisione di George Floyd: nove consiglieri su 13 si sono espressi per "un nuovo modello di sicurezza pubblica"
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ROMA – Il Consiglio comunale di Minneapolis ha votato per lo scioglimento del dipartimento di polizia sull’onda delle proteste di piazza innescate dall’uccisione del cittadino afroamericano George Floyd da parte di un agente. Nove consiglieri su 13 si sono espressi per “un nuovo modello di sicurezza pubblica”, bypassando l’iniziale opposizione del sindaco, il democratico Jacob Frey.

Secondo fonti di stampa concordanti, il voto sarà seguito da un dibattito complesso sulla riforma della polizia, accusata di comportamenti razzisti ai danni della minoranza afroamericana, a Minneapolis e nel resto degli Stati Uniti. La decisione del Consiglio comunale sembra rispondere a una delle richieste dei manifestanti che da ormai una decina di giorni contestano la polizia e anche l’amministrazione repubblicana di Donald Trump.

Tra gli slogan della protesta infatti “De-fund the police“, togliete i fondi agli agenti. Tagli alle risorse per le forze dell’ordine sono stati annunciati anche dal sindaco di New York, il democratico Bill de Blasio, intenzionato a dirottare parte dei fondi verso servizi sociali e per i giovani. Il primo cittadino, che pure alcuni giorni fa era apparso cauto rispetto alle richieste del movimento Black Lives Matter, ha detto di non voler fornire dettagli perché la questione è “al centro di una trattativa” ma allo stesso ha assicurato che decisioni arriveranno nell’arco di “tre settimane”.


polizia minneapolis

Il weekend è stato segnato dalla conquista di Joe Biden della nomination come candidato democratico anti-Trump alle elezioni presidenziali di novembre. In primo piano però soprattutto gli appelli contro il razzismo non solo negli Stati Uniti ma anche in molte città del mondo, anche in Europa e in Italia. A Bristol, in Inghilterra, dimostranti “anti-razzisti” hanno abbattuto una statua in bronzo dedicata a Edward Colston, un mercante di schiavi africani che tra il 1672 e il 1689 fece arrivare in America in catene più di 80.000 uomini, donne e uomini.

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