Ragusa. Fa prostituire la figlia 13enne, fermati madre e 4 uomini

L'orrore nelle campagne di Acate
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ROMA – Faceva prostituire la figlia 13enne con uomini che andavano dai 30 ai 90 anni in cambio di soldi, vino, birra, sigarette o anche una casa dove poter dormire. Accadeva ad Acate, in provincia di Ragusa, dove la squadra mobile del capoluogo ibleo ha eseguito un fermo nei confronti di una donna e quattro uomini. La madre della piccola è indagata per sfruttamento della prostituzione, gli altri per violenza sessuale. L’operazione, denominata ‘Greenhouse’, ha preso il via da un normale controllo nell’ambito del contrasto al caporalato in agricoltura nelle campagne ragusane: gli agenti hanno notato gli atteggiamenti della ragazzina “non consoni” alla sua età, scoprendo in seguito che era stata destinata alla prostituzione dalla madre. I rapporti con i braccianti agricoli avvenivano all’interno delle serre, dove la stessa ragazzina si recava a lavorare nonostante la giovane età. Scoperti anche rapporti con un 90enne, che chiedeva favori sessuali in cambio di generi di prima necessità da destinare alla madre della piccola. Secondo gli investigatori al lavoro “tutti sapevano”, ma nessuno ha denunciato. Dalle intercettazioni è emerso che tutti gli indagati sapevano che la ragazzina era stata ascoltata dalla polizia e per questo motivo stavano pianificando la fuga: da qui la decisione degli inquirenti di accelerare e attuare il blitz. Il fermo è stato convalidato dal gip e gli indagati sono finiti in carcere, ad esclusione del 90enne per il quale è scattatato l’obbligo di dimora nel Comune in cui è residente.

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8 Giugno 2019
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