martedì 11 Agosto 2026

Ia, Labriola (Tim): “L’Ue non può dipendere dalle giurisdizioni Usa”

'Su mail e videocall lo stop ai nostri giudici, reti e cloud nostri per competere'

MILANO – “Noi non ci possiamo più permettere che il fornitore di servizi che utilizziamo risponda alla giurisdizione del proprio Paese di origine“. Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, dal palco dell’evento ‘L’agricoltura, il futuro’ alla Triennale di Milano, sposta il dibattito dall’agricoltura di precisione al nodo della sovranità digitale europea e lancia un avvertimento sul controllo dei dati e delle infrastrutture tecnologiche. Labriola cita esempi quotidiani: mail, piattaforme collaborative e videocall utilizzate in Italia ma soggette, secondo il manager, a giurisdizioni straniere. “Nel momento in cui utilizzate una videotips, quella video, pur girando in un data center sul territorio nazionale, risponde alla giurisdizione americana“, spiega.

LABRIOLA: “PENSAVAMO DI ESSERE IL CENTRO DELL’UNIVERSO, STIAMO SCOPRENDO CHE SIAMO UN SATELLITE”

“Mentre un giudice italiano non può chiedere accesso alle informazioni scambiate, la sicurezza nazionale americana può farlo“. Per l’ad di Tim il tema non riguarda soltanto l’Italia ma l’intera Europa, chiamata a definire rapidamente “regole che tutelino la nostra azione e la nostra sicurezza” in uno scenario geopolitico completamente cambiato. “Pensavamo di essere il centro dell’universo, invece ci stiamo svegliando e stiamo scoprendo che siamo un satellite”, afferma. Nel suo intervento Labriola collega il tema della sovranità digitale a quello della produttività e della competitività industriale, sostenendo che senza investimenti in reti, cloud e intelligenza artificiale l’Europa rischia di perdere terreno rispetto a Stati Uniti e Cina. “Non dobbiamo pianificare la prossima trimestrale, dobbiamo pianificare il 2030”, dice. “Non ci sarà settore industriale che sarà in grado di competere a livello globale senza infrastrutture di telecomunicazioni, cloud ed AI“.

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