Strage Bologna, con il coronavirus si prospetta un 2 agosto molto diverso: voci e ologrammi

Quest'anno ricorrono i 40 anni dalla strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980: la manifestazione classica è improbabile possa tenersi con il Covid. Ecco le ipotesi allo studio
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BOLOGNA – Il 40esimo anniversario della strage alla stazione di Bologna, il prossimo 2 agosto, “sarà molto diverso dagli altri”. Ovviamente per via del coronavirus che impone regole severe ad una manifestazione che ogni anno raduna migliaia di persone a Bologna per il corteo e nella piazza antistante la stazione ferroviaria.

Non sappiamo cosa si potrà fare e come potremo fare qualcosa che ricordi il 40esimo anniversario“, dice Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, oggi intervistato da Marco Damilano in diretta Facebook sul profilo de “l’Espresso”. C’è da capire se si potrà fare la classica manifestazione, se bisognerà farla “con i distanziamenti o se non si potrà fare nulla”, specifica Bolognesi. Allora i parenti immaginano un 2 agosto ‘alternativo’. Ci sono “vari ipotesi di lavoro”.

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Se si dovesse mantenere la distanza tra i partecipanti, allora si potrebbe “scaglionarci in via Indipendenza” mentre gli altoparlanti rilanciano la voce del sindaco Virginio Merola e dello stesso Bolognesi nei loro tradizionali interventi. Oppure, si potrebbero disporre lungo via Indipendenza dove sfila il corteo partito in piazza Maggiore e diretto in stazione, “con pannelli e foto che ricordano il 2 agosto cosa è stato, e le varie vicende di questi 40 anni”, ma conservando i discorsi del sindaco e di Bolognesi che parlano sotto l’orologio che segna le 10.25, l’orario della strage.

Ancora, Bolognesi parla dell’ipotesi di leggere i nomi delle 85 vittime e fare in modo che, mano a mano che vengono nominate, compaia “un’immagine olografica della persona che si proietta sul palco o su una pedana” dove si tengono gli interventi del sindaco e del presidente dell’associazione dei familiari.

Insomma, è già partito un lavoro per “calibrare le varie ipotesi” per il prossimo 2 agosto, anche se è “chiaro che l’ideale sarebbe un corteo completo come gli altri anni, ma è molto difficile anche nelle migliore delle ipotesi”, riconosce Bolognesi.

Tra le idee in ballo, c’è anche quella di fare una cerimonia con “mezzi pubblici e privati”, su ciascuno dei quali viene “portata un persona fino in stazione”, con in testa il mitico bus 37 che il 2 agosto 1980 portava le salme delle vittime all’obitorio.

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Nel corso dell’intervista Bolognesi confida anche di poter arrivare a far luce “sui mandanti” della strage e sui “depistatori ad altissimo livello che stavano operando già nel 1980 e prima della strage”. Infine, non manca la sottolineatura della mancata attuazione della legge 206 del 2004 che prevede benefici ed indennizzi per le vittime e di cui “ancora oggi ci sono degli aspetti che non funzionano” e sulla cui soluzione “nessuna forza politica dice di no, ma poi alla fine non approvano e non completano…”.

Anzi, a Bolognesi è giunta notizia di una iniziativa del M5s per una proposta di legge che accorpi le varie norme sulle vittime di strage e terrorismo, “una legge abbastanza strana- commenta- dato che la 206 deve ancora essere completata” nella sua attuazione. Questo, annota Bolognesi, “dà l’idea di una confusione dello Stato che dice di esserti al fianco ma poi nei fatti non lo è”, perchè non mette nelle condizioni di fare “certe inchieste”, e perchè non risponde “a tutta una serie di esigenze dei familiari delle vittime”.

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8 Maggio 2020
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