Salvini ha dato retta a Renzi e si è bruciato da solo, dice il Pd

L'editoriale di Nico Perrone per Dire Oggi
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ROMA – Mentre continuano le manovre contro il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che molti vorrebbero rimuovere perché non «all’altezza» di reggere il crollo economico in cui è piombato il Paese economico, nel Pd qualcuno se la ride. «Che figuraccia ha fatto Salvini – dice un esponente dei piani alti del partito- si è fatto convincere da Renzi a presentare la mozione di sfiducia contro Bonafede, di fatto costringendo Meloni e Berlusconi a seguirlo, e quello li ha usati solo per andare da Conte e strappare qualcosina per se stesso».

Ma Conte rischia? «Il presidente del Consiglio è più forte di quanto si creda– prosegue la fonte del Pd- non cade e non si rimuove, è sostenuto e c’è uno stretto rapporto con il segretario del Pd». A favore del presidente del Consiglio c’è il grande consenso personale registrato da vari sondaggi, che tutta la compagine governativa spera in qualche modo di acchiappare. Ma bisogna fare presto, bisogna far arrivare subito i soldi promessi tante volte e ancora non visti dai tanti che li aspettano. Solo così si riuscirà ad arginare il rischio di proteste e di rivolte a livello sociale al momento sullo sfondo ma che tutti i politici hanno ben presente e che temono come la seconda ondata del coronavirus.

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«Bisogna procedere tranquilli e determinati, visto che al momento di matti in giro ne abbiamo in abbondanza», sottolinea l’esponente del Pd. E che ci siano vari ‘pruriti’ in giro è confermato da chi invita a guardare alla grande massa di risorse che, alla fine e nonostante tutto, si metteranno in circolazione. È normale che in molti vorrebbero non solo poter partecipare ma anche decidere sui bocconi da redistribuire. I rischi sono tanti, ma i sondaggi aiutano la maggioranza di Governo. Guardando i risultati, infatti, la Lega a guida Salvini ormai registra un crollo che non si arresta. Salvini non può più andare a comiziare per tutta Italia e il suo urlo su facebook non trova più sostegno, al momento. Il Pd si conferma secondo partito e tallona la Lega, terzo il M5S che dopo il crollo dei mesi scorsi, sulla scia del «quanto è bravo il nostro Conte», sta registrando una risalita; quarto Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni, che continua ad intercettare i consensi in uscita dalla Lega. Ed è proprio nella Lega che nei prossimi mesi in tanti si aspettano ci saranno novità. A partire dal nuovo e forte ruolo conquistato sul campo dal governatore del Veneto, Luca Zaia.

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