Africa, Mistretta (Farnesina): “Bene la cooperazione con la Nato”

Direttore per l'Africa Subsahariana presso il ministero degli Esteri intervistato a margine della conferenza 'Africa in Action. Tailoring Security to real needs and threats'
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ROMA -La collaborazione tra Nato e Unione Africana e’ “una novita’ positiva”: così all’agenzia ‘Dire’ Giuseppe Mistretta, direttore per l’Africa Subsahariana presso il ministero degli Esteri. L’intervista si tiene a margine della conferenza ‘Africa in Action. Tailoring Security to real needs and threats’, in corso oggi e domani a Roma. “Non era dato per scontato che ci fosse questa collaborazione” dice Mistretta. “La Nato e’ vista ancora con sospetto da molti Stati africani, soprattuto nel contesto dell’Unione Africana, perche’ questa non gradiva la partecipazione dell’Alleanza atlantica all’iniziativa in Libia. Adesso questa sinergia e’ avviata, soprattutto nel campo del capacity building, dell’addestramento e della formazione, perche’ e’ indubbio che gli Stati africani stanno prendendo sempre piu’ responsabilita’ per la loro sicurezza, e questo credo che sia anche nella direzione di quello che si auspica la comunita’ internazionale e, quindi, la parte di comunita’ internazionale che partecipa alla Nato”.

Secondo Mistretta, “sul fronte africano, le aree piu’ calde sono Sahel, Corno d’Africa e Paesi dell’Africa centrale come la Repubblica Democratica del Congo dove la stabilizzazione dello stato ‘democratico’ risulta piu’ difficile“. “L’Italia – aggiunge il direttore – interviene molto, come priorita’ nel Sahel, mentre una nostra priorita’ tradizionale e’ stata il Corno d’Africa; oggi favorisce questi tentativi nell’ambito dell’Unione Africana, all’interno della missione Amisom in Somalia e non solo, per la pace e la sicurezza nel continente”. Mistretta e’ stato diplomatico in Africa per oltre 20 anni, prima ambasciatore in Angola e poi in Etiopia. Il convegno in corso a Roma, il cui titolo, rimanda a politiche di sicurezza “misurate su bisogni e minacce reali”, e’ organizzato dal Nato Defense College e dalla Nato Defense College Foundation.

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