La cabina elettrica? Diventa un’opera d’arte, ecco il progetto Tag a Imola

A Imola al via un progetto all'insegna della street art promosso da Inrete Distribuzione Energia
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BOLOGNA – Trasformare le cabine elettriche della città in opere d’arte, da affidare ad artisti non solo nazionali, contribuendo a disegnare per Imola una nuova stagione di attrazioni sfumata di street art. Non potrebbe avere un’altra ‘missione’ il progetto Tag, acronimo di Torre, Arte e Graffiti ma anche strumento per antonomasia del mondo del writing. In ballo c’è un percorso di rigenerazione urbana oltre i soliti schemi: promosso a Imola da Inrete Distribuzione Energia, la società del gruppo Hera che si occupa della gestione dell’attività di distribuzione di gas ed energia elettrica in Emilia-Romagna (600 le cabine gestite solo a Imola delle quali oltre 100 telecontrollate), viene sviluppato a cura dell’associazione locale Noi Giovani che non da oggi, ma da cinque anni, opera come megafono dei fermenti culturali cittadini (tramite il festival RestArt e non solo).

Dunque, a partire da questo mese ed entro il 2018 le otto cabine verranno ridipinte diventando nuovi punti di riferimento per residenti e visitatori. Ad ogni ‘officina’ è stato assegnato un tema ad hoc: i giovani e le loro espressioni, l’autodromo e il mondo delle corse, l’ambiente, la tradizione, la collettività, la storia e la musica. Ogni artista si metterà al lavoro solo dopo aver ricevuto una documentazione foto-video e testimonianze relative a ogni zona assegnata, analizzando il contesto in cui ogni cabina elettrica si trova. Nella visione di Hera, infatti, ogni cabina trasformata dovrà restituire più che mai le caratteristiche del suo quartiere e del tessuto urbano che, nella sua nuova veste, si appresta a rigenerare. Alcune opere saranno realizzate in chiave astratta (lettering e graffiti in senso stretto), per altre verrà utilizzato un linguaggio più figurativo o realistico (più street art).

La prima cabina coinvolta è quella di via Antonio Grazia dei 900, di fronte alla pista ciclabile Diego Ronchini, dove l’artista torinese Fabio Petani si è cimentato col tema della natura, facendo percepire la torretta il più possibile in sintonia col contesto in cui spunta, tra colori tenui e armoniosi.

La seconda cabina elettrica che diventerà opera d’arte presto, visto che sarà pronta in meno di una settimana, è quella a lato del ponte di viale Dante, vicino all’autodromo Enzo e Dino Ferrari. Se ne occupa l’artista Macs, impegnato in questo caso, e non potrebbe essere diversamente, a riprendere l’immaginario legato al mondo delle corse e dei motori.

Entro l’anno, saranno coinvolte via via le altre cabine in viale Aurelio Saffi (nei pressi del parcheggio della Bocciofila), via Vico Garbesi (al termine della ciclabile che collega il centro giovanile Cà Vaina al quartiere Pedagna), via Antonio Graziadei (nei pressi dell’area che ospita il polo scolastico Paolini-Valsalva), via Villa Clelia (in prossimità degli scavi archeologici), via Santa Lucia (in prossimità di via degli Orti), via Solieri. Tra gli altri artisti già annunciati, sono attesi Argonaut, Andrea Casciu e Tristan Vancini.

Il proprietario delle cabine è il consorzio Con.Ami che col suo presidente Stefano Manara, ieri alla conferenza stampa di lancio di Tag nello stesso autodromo, sposa convinto l’iniziativa e non esclude di poterla ampliare. Ci contano Vincenzo Rossi e Cesare Bettini, presidente di Noi Giovani e direttore artistico di Tag, anche per “rendere Imola una piazza sempre più attrattiva” per la street art e i suoi dintorni. Soddisfatto anche Alessandro Baroncini, ad di Inrete Distribuzione Energia, che cita l’abitudine “a custodire le cose pubbliche” anche attraverso, appunto, soluzioni creative.




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