sabato 18 Aprile 2026

Rapine a coetanei con coltelli e tirapugni: a Parma il giudice manda tre minorenni in comunità

Si facevano consegnare denaro, smartphone, auricolari e altri dispositivi elettronici, dopo aver minacciato ragazzini come loro con coltelli e tirapugni

PARMA – Con una scusa banale, ad esempio chiedere un euro per comprare le sigarette, avvicinavano coetanei per poi minacciarli con armi come coltelli, tirapugni in metallo con spuntoni e noccoliere, oppure millantando il possesso di un taser. Le vittime venivano così costrette a consegnare denaro, smartphone, auricolari e altri dispositivi elettronici. Sarebbe questo il metodo usato in diverse rapine commesse a Parma tra da tre minorenni tra i 15 e i 17 anni, per i quali il Gip ha disposto nei giorni scorsi la misura cautelare del collocamento in comunità. In particolare, le indagini svolte dagli uomini della Squadra Mobile della Questura hanno consentito di attribuire ai tre almeno cinque rapine consumate e una tentata, avvenute tra novembre 2025 e gennaio 2026 in parchi pubblici, nei pressi del centro commerciale di via Bormioli e in piazzale Corridoni.

Tra gli episodi più gravi, quello del 17 dicembre 2025 al Parco Ducale, quando cinque studenti in gita scolastica, provenienti da Crema, furono minacciati con un coltello e costretti a consegnare complessivamente 79 euro. Proprio da questo fatto è partita una svolta decisiva nelle indagini: tre giorni dopo, un poliziotto libero dal servizio ha riconosciuto due dei presunti autori alla stazione ferroviaria di Parma, grazie alle immagini di videosorveglianza acquisite subito dopo la rapina.

Le identificazioni hanno permesso di ricostruire il coinvolgimento dei due minori, insieme a un terzo complice ancora ricercato, in sei episodi complessivi ai danni di studenti tra i 16 e i 18 anni, frequentatori soprattutto del polo scolastico di via Toscana. Nell’ordinanza di misura cautelare il giudice ha sottolineato la gravità delle condotte e il forte allarme sociale generato, evidenziando nei giovani indagati un “preoccupante senso di impunità”, insieme ad una “totale mancanza di rispetto per le regole del vivere civile”, indicativi “di un’indole delinquenziale di notevole spessore”.

Uno dei minori era tra l’altro già sottoposto agli arresti domiciliare per fatti analoghi, essendo stato arrestato in flagranza in un precedente episodio. I tre ragazzi sono stati rintracciati nelle rispettive abitazioni- tra la provincia di Parma e un territorio limitrofo- e trasferiti in una comunità per minori, come disposto dall’autorità giudiziaria.

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