martedì 16 Giugno 2026

Colosseo, multa da 20 milioni di euro dell’Antitrust per i biglietti introvabili

L'Antitrust ha multato Coop Culture e i sei operatori turistici che hanno gestito l'acquisto dei biglietti per il Colosseo dal '97 al 2024, rendendoli di fatto indisponibili se non abbinati alle visite organizzate

ROMA – L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per quasi 20 milioni di euro la Società Cooperativa Culture (CoopCulture) e gli operatori turistici Tiqets International BV, GetYourGuide Deutschland GmbH, Walks LLC, Italy With Family S.r.l., City Wonders Limited e Musement S.p.A. L’istruttoria era stata avviata a luglio 2023 dopo che l’Antitrust aveva raccolto vari elementi informativi che evidenziavano la sostanziale impossibilità di acquistare online biglietti per l’ingresso al Parco Archeologico del Colosseo. È quanto si legge in una nota.

BIGLIETTI COMPRATI DAI BOT O ABBINATI ALLE VISISTE DIDATTICHE PER GUADAGNARCI

L’Autorità ha irrogato a CoopCulture, che ha gestito dal 1997 al 2024 il servizio ufficiale di vendita dei biglietti per l’accesso al Colosseo, una sanzione amministrativa pecuniaria di 7 milioni di euro, perché ha contribuito, in piena consapevolezza, al fenomeno della grave e prolungata indisponibilità dei biglietti di ingresso per il Colosseo a prezzo base. In particolare CoopCulture, da un lato, non ha adottato iniziative adeguate per far fronte all’accaparramento dei titoli di accesso con metodi automatizzati; dall’altro, ha riservato significativi quantitativi di biglietti alla vendita abbinata alle proprie visite didattiche, da cui traeva rilevanti benefici economici. Essa ha così costretto i consumatori a rivolgersi a tour operator e a piattaforme che rivendevano biglietti abbinati a servizi aggiuntivi (ad esempio guida turistic, pick up, salta fila) e a prezzi notevolmente più alti.

MULTATI ANCHE I 6 OPERATORI TURISTICI

Nell’ambito dello stesso procedimento, l’Autorità ha irrogato sanzioni pecuniarie anche ai suddetti sei operatori turistici, che hanno acquistato biglietti con bot o altri strumenti automatizzati, contribuendo al fenomeno del rapido esaurimento dei biglietti stessi a prezzo base sul sito del concessionario CoopCulture. Così facendo, questi operatori si sono avvantaggiati della sistematica indisponibilità di biglietti che ha costretto i consumatori che volevano visitare il Colosseo a reperirli in questo modo a prezzi anche molto più alti perché abbinati ai servizi aggiuntivi offerti da loro o da altri operatori turistici.
L’Autorità ha accertato che le condotte di CoopCulture integrano una pratica commerciale scorretta in violazione dell’articolo 20, comma 2, del Codice del consumo; le condotte attuate da Tiqets International BV, GetYourGuide Deutschland GmbH, Walks LLC, Italy With Family S.r.l., City Wonders Limited e Musement S.p.A. sono invece risultate scorrette ai sensi degli articoli 24 e 25 dello stesso Codice e, a far data dal 2 aprile 2023, anche ai sensi dell’articolo 23, comma 1, bb-bis) del predetto Codice.

UNC: “OTTIMA NOTIZIA, SITUAZIONE VERGOGNOSA”

L’Autorità ha irrogato la multa per la prolungata indisponibilità di biglietti di accesso all’area del Colosseo, anche a causa dell’accaparramento tramite bot e altri strumenti automatizzati, sanzionando i Servizi Biglietteria Parco Archeologico del Colosseo, CoopCulture e sei operatori turistici per quasi 20 milioni di euro.
“Ottima notizia! Si trattava di una situazione vergognosa. Era inaccettabile che sulla vendita dei biglietti del Colosseo, ossia del più famoso monumento italiano, ci fosse chi ci guadagnava illecitamente, speculando allegramente sulle tasche dei consumatori e dei turisti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando l’istruttoria Antitrust.
“Avevamo chiesto, però, quando era stata aperta l’istruttoria, anche una modifica legislativa per rafforzare le tutele dei consumatori, per prevenire questi fenomeni. Le norme contro il secondary ticketing, infatti, riguardano in via più generale gli eventi e le attività di spettacolo, come ad esempio i concerti, più che la vendita ordinaria di un ingresso al museo. Ad esempio, il Decreto Legislativo 7 marzo 2023, n. 26, che ha attuato la direttiva (UE) 2019/2161, ha ampliato l’elenco delle pratiche commerciali ingannevoli previsto dall’art. 23 del Codice del Consumo, vietando di rivendere ai consumatori biglietti per eventi se il professionista ha acquistato tali biglietti utilizzando strumenti automatizzati per eludere i limiti imposti riguardo al numero di biglietti che una persona può acquistare o qualsiasi altra norma applicabile all’acquisto di biglietti” prosegue Dona.
“Ebbene, questa vicenda dimostra che questo articolo va ampliato e rafforzato e che anche per i biglietti dei musei occorrono precisi vincoli. Per questo chiediamo l’intervento del Ministro della cultura” conclude Dona.

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